Il titolo della tua biografia

Dott.ssa Silvia Senestro

A cura della dott.ssa Silvia Senestro

Quale sarebbe il titolo della tua biografia? Cosa penserebbero o direbbero di te i tuoi conoscenti il giorno della tua morte?

“A l’a mac sempre travajà” è il commento che sento pronunciare più spesso a proposito dei defunti di sesso maschile. Per le donne, vanno per la maggiore “A l’a mac sempre fait tüt per la famija” e “A l’è mai piase gnün piasì”: evidentemente, virtù e sacrificio risultano direttamente proporzionali.

Penso che ricordarci che non dureremo per sempre sia il sistema più utile per darci uno scossone, prendere coraggio e uscire dagli ingorghi. Lo sanno bene i miei pazienti, ai quali amo ricordare l’inesorabilità dello scorrere del tempo con il sorriso e la placidità di Morticia Addams.

Se un autore dovesse scegliere il titolo del libro sulla vostra vita cosa verrebbe fuori? Provate un po’ a chiedervelo per gioco. Ne sparo qualcuno a caso: “Martire per amore”; “La Perdonatrice”; “Pazienza Infinita”; “Lavorare e basta”; “Dove può arrivare lo stress”; “Io e la mia ansia ”; “L’arte del Pettegolezzo”; “Una vita a dieta”; “Trattato sul Rancore”.

Scrivendo questo articolo, mi chiedo anche come titolerebbero quello su di me. Penso (e spero) che a nessuno verrebbe in mente di esaltare il mio spirito di sacrificio o le fatiche da me affrontate. Vorrei che venissero evidenziate la simpatia, l’allegria, la ricerca del benessere per me stessa e per gli altri. Benessere, piacere fisico e mentale, ebbene sì. Non è un peccato, ficchiamocelo in testa.

“A l’a mac sempre fait festa” non sarebbe male, forse un tantino esagerato, tuttavia preferibile rispetto agli elogi della tristezza, del sacrificio e della deprivazione.

Credo che il titolo migliore da augurarsi si riferisca al coraggio di non tradire se stessi, di mantenere viva una fiammella interiore, di sapersi circondare di “belle persone“ nel senso di buone, positive per noi stessi, di lavorare con impegno e passione ma anche di sapersi fermare e spassarsela senza sensi di colpa. Di comprendere il valore immenso della leggerezza, della relatività delle cose e della possibilità di prendere in mano la penna e di scriverla noi la nostra biografia, finché siamo in tempo.

redazione

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