Parte un progetto di Montagnaterapia con Asl Cn1 e Cai Peveragno

Stipulata presso la sede del SerD di Cuneo, tra l’Asl CN1 e la sezione di Peveragno del CAI, una convenzione per promuovere interventi socio-sanitari che si integreranno con le conoscenze culturali e tecniche proprie di tecnici ed esperti che della frequentazione della montagna in sicurezza sono l’espressione indiscussa.

Il tema è la Montagnaterapia. «Si mette in piedi un lavoro di équipe – spiega l’educatore Carlo Mandrile del Ser.D. di Cuneo – pianificato e condotto in sinergia, espressione di volontà di collaborazione tra due realtà che si potevano pensare distanti e slegate tra loro».

Gli inizi della Montagnaterapia in Europa risalgono agli anni ’80 in Belgio e Francia e agli anni ’90 in Italia. Nel nostro Paese sono ormai molto numerose le esperienze rivolte a persone con disturbi psichici, a soggetti con disabilità fisiche, a persone dipendenti da sostanze, a ipovedenti, a portatori di patologie specifiche come quelle cardiologiche, oncologiche, ortopediche e diabetologiche. Obiettivo è la promozione di quei processi evolutivi legati alle dimensioni potenzialmente trasformanti dell’ambiente montano.

«La trasversalità, caratteristica specifica del nostro Paese – spiega ancora Mandrile – è uno dei punti di forza di questa esperienza. Come tale, è riuscita a far incontrare il mondo della Sanità con quello del Privato-Sociale e del Volontariato ma anche con il CAI, che fin da subito ha sostenuto e collaborato per progetti nati a livello locale e ora nazionale. Attualmente diversi gruppi di Montagnaterapia sono presenti in numerose Regioni».

Il Piemonte è un centro propulsore molto attivo e l’Asl CN1 ricopre un ruolo centrale in questa promozione avendo anche espresso, da anni, il Coordinatore della Macrozona Piemonte-Liguria-Valle d’Aosta nella figura di Mario Piasco, già dipendente dell’Asl.

Aggiunge Mandrile: «Questo lavoro è frutto di una lunga visione avuta inizialmente dal Dipartimento di Salute Mentale di Cuneo, che da oltre 15 anni sta seguendo questo filone d’intervento, a cui una decina di anni fa si è affiancato il Dipartimento per le Patologie da Dipendenza. Insieme, già nel 2014, è stato organizzato il IV convegno nazionale di Montagnaterapia a cui parteciparono oltre 250 professionisti provenienti da tutta Italia».

La Società Italiana di Montagnaterapia

Sempre con i suoi operatori del settore, l’Asl CN1 ha partecipato alla strutturazione della Carta Etica per la Montagna approvata con delibera di Giunta regionale nel febbraio 2019 e si è contribuito alla fondazione della neonata Società Italiana di Montagnaterapia avvenuta a Bergamo nell’ottobre del 2019, come emanazione nazionale della Rete di Montagnaterapia presente da anni sul territorio italiano.

redazione

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