De.C.O. alla canapa di Carmagnola

Il Comune di Carmagnola ha attribuito la Denominazione Comunale di Origine (De.C.O.) alle varietà di canapa Carmagnola e CS, riconoscendo ufficialmente il loro valore storico, culturale, agricolo e identitario per il territorio cittadino e per l’intera tradizione canapicola italiana.

La De.C.O. è uno strumento attraverso il quale un Comune riconosce e valorizza prodotti, varietà, tradizioni e saperi strettamente legati alla propria storia e al proprio territorio. Pur non costituendo una certificazione di qualità né una forma di tutela giuridica nazionale o europea, rappresenta un importante riconoscimento istituzionale del legame tra una comunità e il proprio patrimonio culturale e produttivo.

L’attribuzione della De.C.O. rappresenta inoltre il riconoscimento di un lungo lavoro di tutela e valorizzazione portato avanti da Assocanapa. In oltre venticinque anni di attività, l’associazione ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento nazionali per agricoltori, tecnici, ricercatori e operatori del settore, contribuendo a mantenere viva la conoscenza della canapa industriale italiana attraverso attività di ricerca, sperimentazione, divulgazione e supporto alle imprese agricole. Assocanapa ha lavorato per preservare il patrimonio genetico italiano della canapa, favorendo la conservazione delle varietà storiche e promuovendo la ricostruzione delle filiere produttive nazionali.

«Il riconoscimento della DE.C.O. alle varietà di canapa piemontesi da parte del Comune di Carmagnola premia un lungo lavoro di ricerca documentale e testimoniale oltre che di studio e sperimentazione in campo svolto da Assocanapa ed i suoi partners negli ultimi due anni – affermano da Assocapana – Con il rilascio da parte del CREA delle licenze ventennali per la moltiplicazione e commercializzazione di tutte le varietà di canapa dioiche e monoiche italiane qui in Piemonte si completa la prima parte di un progetto lungo e sofferto e si può pensare con serenità ad attuare la seconda parte dello stesso: la creazione di una filiera canapicola organizzata e strutturata».

La storia della canapa a Carmagnola

Il riconoscimento rappresenta un importante traguardo per una coltura che ha accompagnato per secoli la storia economica e sociale di Carmagnola e che ha contribuito a rendere l’Italia uno dei principali Paesi produttori di canapa al mondo.

Secondo diverse testimonianze storiche, furono anche gli ordini monastici e i frati, attraverso gli scambi culturali e agricoli sviluppatisi nel Medioevo, a contribuire alla diffusione e al perfezionamento delle tecniche di coltivazione della canapa nei territori italiani. Grazie alle sue straordinarie caratteristiche agronomiche e alle molteplici applicazioni della fibra e dei semi, la canapa è stata per lungo tempo una coltura strategica per l’economia rurale italiana. Per secoli è stata utilizzata per la produzione di corde, tessuti, vele, sacchi e numerosi manufatti indispensabili per l’agricoltura, il commercio e la navigazione. Tra il XIX e il XX secolo l’Italia arrivò a essere tra i maggiori produttori mondiali di canapa di qualità, apprezzata in tutta Europa per le sue eccellenti caratteristiche tecniche.

All’interno di questa lunga tradizione, Carmagnola ha rappresentato uno dei centri più importanti della canapicoltura italiana. Per secoli il territorio carmagnolese ha sviluppato una forte specializzazione nella coltivazione e nella lavorazione della canapa, diventando un punto di riferimento per agricoltori, commercianti e trasformatori. Già nel Settecento numerose famiglie erano impegnate nella produzione e lavorazione della fibra, mentre nel corso dell’Ottocento la città raggiunse il massimo splendore grazie alla presenza di corderie, filande e attività commerciali legate alla canapa. Il borgo di San Bernardo divenne noto come il “Borgo dei Cordai”, testimonianza concreta di quanto questa coltura fosse centrale nell’economia locale e nella vita quotidiana della comunità.

La qualità delle fibre

La fama della canapa di Carmagnola, nota anche come “Gigante di Carmagnola”, si diffuse ben oltre i confini piemontesi grazie alla qualità delle fibre ottenute e alle varietà selezionate nel corso delle generazioni dagli agricoltori del territorio. Da questa tradizione sono nate varietà che ancora oggi rappresentano un patrimonio unico della biodiversità agricola italiana, tra cui la Carmagnola e la CS, considerate tra le più importanti espressioni della genetica italiana della canapa industriale.
La sigla CS identifica la varietà “Carmagnola Selezionata”, derivata dalla storica Carmagnola e sviluppata per valorizzarne alcune caratteristiche particolarmente apprezzate nella produzione di fibra.

La centralità della canapa nella storia di Carmagnola è documentata e valorizzata attraverso il patrimonio storico e culturale conservato sul territorio. Particolarmente significativo è il lavoro svolto dall’Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa, che custodisce documenti, attrezzi, testimonianze e materiali capaci di raccontare il lavoro dei canapicoltori e dei cordai carmagnolesi e il ruolo che questa coltura ha avuto nello sviluppo economico e sociale della città.

redazione

Next Post

La Fiera del Peperone si è conclusa mille porzioni di peperonata e un bilancio di 350.000 visitatori

Lun Set 7 , 2026
Si è conclusa con una presenza totale di 350.000 visitatori la 77esima edizione della Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola, promossa  dal Comune di Carmagnola e organizzata da SGP Grandi Eventi. Una kermesse che per dieci giorni ha animato la città con eventi, showcooking, degustazioni, incontri culturali e disfide gastronomiche […]

potrebbe interessarti