La Casa della Musica divide il Consiglio comunale di None. Durante la seduta del 28 settembre, dedicata all’approvazione del Documento unico di programmazione (Dup), l’opposizione ha sollevato dubbi sull’aumento dei costi per la riqualificazione dell’ex bocciofila di via Molino, chiedendo se valga ancora la pena proseguire con l’intervento. Il progetto iniziale prevedeva una spesa di circa un milione di euro, in parte coperta da un contributo regionale di oltre 700mila euro nell’ambito della Strategia Urbana d’Area dell’Area Metropolitana Torino Sud. Nel passaggio al progetto esecutivo, l’importo è aumentato di alcune centinaia di migliaia di euro, riaprendo il confronto sulla sostenibilità economica dell’opera.
Casa della Musica, le ragioni dell’aumento dei costi
A spiegare le variazioni è stato il vicesindaco Domenico Demuro. Tra le cause figurano il rincaro delle materie prime e l’aggiornamento del prezziario regionale, gli adeguamenti normativi in materia ambientale e alcune migliorie progettuali. Tra queste ultime, una modifica degli spazi esterni, proposta dal consigliere di minoranza Manuel Orbolato e condivisa dall’Amministrazione. Sono stati inoltre rivisti alcuni elementi della copertura per garantire l’idoneità acustica del salone centrale, destinato ai concerti. Demuro ha ricordato che il progetto non è ancora stato appaltato e che sarà necessario cercare ulteriori risorse, anche attraverso il Conto termico, per contenere il peso dell’investimento sul bilancio comunale. La stima complessiva richiamata durante la seduta è di circa 1,3-1,4 milioni di euro, considerando i finanziamenti previsti.
L’opposizione: «Vale ancora la pena?»
Il consigliere Orbolato ha invitato a valutare l’effettiva utilità della struttura rispetto alla spesa. Tra i dubbi, la capienza limitata a 200 persone e le possibilità di utilizzo da parte della filarmonica e delle altre associazioni, anche per iniziative conviviali. L’assenza di una cucina e i limiti alla distribuzione di cibo, secondo la minoranza, ridurrebbero le occasioni di utilizzo. Il capogruppo Gaetano Cetrangolo ha inoltre contestato la sostenibilità economica nel lungo periodo, evidenziando l’assenza di entrate in grado di contribuire all’ammortamento dell’investimento e ai costi di mantenimento.
La maggioranza: «Un investimento per la comunità»
L’assessora Paola Difino ha difeso il progetto sottolineandone la funzione sociale: recuperare uno spazio inutilizzato e restituirlo ai cittadini come luogo di aggregazione, dedicato alla musica e ai giovani, ma aperto anche ad altre realtà associative. Dal suo canto, la sindaca Loredana Brussino ha precisato che la struttura non diventerà una sede permanente per le associazioni, ma che il salone polivalente potrà ospitare anche conferenze, presentazioni e riunioni. Il confronto si è concluso con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario della minoranza sull’approvazione del Dup, ma la questione resta ancora aperta nel quadro aggiornato e dell’appalto da avviare.






