Solfiti nella salsiccia di Bra: ai domiciliari tre titolari di macellerie

Arresti domiciliari per tre macellai di Bra per aver utilizzato solfiti nella salsiccia di Bra.

Le indagini erano partite a fine 2019: i militari dei N.A.S., all’esito di analisi di laboratorio, avevano rinvenuto la significativa presenza di solfiti, sostanza vietata, nei campioni di carne trita destinata alla produzione della salsiccia di Bra, prelevati presso alcune macellerie locali.

Erano scattate le denunce a piede libero e l’applicazione della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare l’attività imprenditoriale. Dopo successivi controlli, i Carabinieri del N.A.S. hanno accertato la reiterazione dei reati da parte dei tre medesimi macellai.

All’esito di articolate indagini, i Carabinieri hanno posto agli arresti domiciliari i tre titolari di macellerie di Bra. Sono ritenuti responsabili di “adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari” e “vendita di sostanze alimentari non genuine come genuine”. Il provvedimento è stato preso dal Tribunale di Asti per evitare la ripetizione del reato, particolarmente pericoloso per la salute pubblica.

L’utilizzo di solfiti nella Salsiccia di Bra, e più in generale nella carne trita di bovino, nonostante si tratti di una sostanza vietata dalla legge, è spesso impiegato per l’effetto conservante che la sostanza garantisce. Infatti, pur non incidendo sul processo di ossidazione e putrefazione, è tuttavia in grado di mantenere a lungo il colore originario del prodotto, rendendolo commercialmente più appetibile soprattutto per la consumazione a crudo, come nello specifico caso della Salsiccia di Bra. E’ un prodotto riconosciuto quale “Prodotto Agroalimentare Tradizionale” italiano la cui composizione è rigidamente definita da un apposito disciplinare di produzione controllato dal relativo Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione.

L’eccessiva concentrazione di solfiti può provocare anche gravi conseguenze sulla salute pubblica, dando origine a reazioni allergiche o a fenomeni di intolleranza.

redazione

Next Post

Scorie nucleari, Città Metropolitana chiede proroga per osservazioni

Ven Feb 12 , 2021
La Città Metropolitana di Torino ha chiesto alla Sogin spa una proroga di ulteriori 60 giorni per presentare le osservazioni alla proposta della Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per la collocazione del deposito unico nazionale delle scorie nucleari a Carmagnola e Caluso, Mazzè e Rondissone. La richiesta è stata […]
deposito-scorie-nucleari-carmagnola-villastellone-torino-la-pancalera

potrebbe interessarti