Vigone, nuova panchina firmata Bolla

L’artista saluzzese realizzerà la seduta che sarà inaugurata ad ottobre

Il nuovo artista delle panchine d’artista di Vigone sarà il saluzzese Nicola Bolla. L’ufficializzazione è arrivata negli scorsi giorni con la pubblicazione delle proposte sostenute dalla Fondazione Crt, in cui al settimo posto della classifica si trova Vigone con un contributo di 19 mila euro. Nei primi posti della classifica città molto più importanti della piccola Vigone, come Saluzzo, Cuneo e Torino, segno che il progetto delle panchine d’artista, avviato nel 2011, è stata una scelta vincente.

Un parco scultoreo a ingresso libero: un vero e proprio “museo a cielo aperto”, unico nel suo genere a livello italiano. Ogni anno l’artista invitato ha poi il compito di allestire una sua mostra personale presso la chiesa del Gesù di piazza Michele Baretta: una location barocca che dialoga in modo sinergico con le opere d’arte contemporanea.

Dopo la prima sinuosa panchina del vigonese Elio Garis (2011), “Erbario” di Luisa Valentini (2012), la provocatoria e concettuale “P.Q.C.V.” (Per Quelli Che Volano) di Luigi Mainolfi (2013) ironicamente ubicata sul tetto della ex-ghiacciaia ottocentesca di Vigone, l’imponente“Sotto l’arco rosso” di Riccardo Cordero (2014) , l’affascinante “Il bianco dell’ombra” del famoso scultore Giuseppe Maraniello (2015), la sua panchina“Panka”, lavorata a polistirolo di Fabio Viale (2016) e l’elegante “Geometrie di natura” di Marina Sasso lo scorso anno.

Notizie sull’artista

Classe 1963, Nicola Bolla è nato a Saluzzo ma da alcuni anni vive e lavora a Torino dove si divide tra la professione di medico oculista e la passione artistica. Fin da bambino si racconta che Nicola si costruisse i giocattoli in piena autonomia, dimostrando così una forte manualità e inventiva che, dopo un periodo con pennelli e colori, lo portò sulla strada della scultura. L’arte di Bolla è caratterizzata da uno stile riconoscibile: si tratta per lo più di soggetti reali, della vita di tutti i giorni, riproposti però in modo effimero, sottolineando l’inutilità del lusso. Ed è così che il cristallo Swaroski è diventato per lui simbolo perfetto e materiale adatto alle sue creazioni.

Per chi si immagina già una panchina d’artista nel parco di Vigone in Swaroski, ci sono brutte notizie: l’opera, seppur nel pieno di stile di Bolla, dovrà appoggiarsi su materiali più duraturi dal momento che la mostra sarà a cielo aperto e senza alcuna limitazione, così come i suoi colleghi che l’hanno preceduto. Inaugurazione prevista il 19 ottobre a Vigone.

Elio Cogno

redazione

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