Un’americana alla corte dei Savoia, conferenza a Virle

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VIRLE PIEMONTE
Un nuovo incontro della serie “Riscopriamo la nostra storia” si terrà giovedì 7 aprile alle ore 21 nell’aula magna della scuola materna di Virle Piemonte. Tema sarà “Un’americana alla corte dei Savoia”.
La professoressa Donatella Roatta introdurrà i presenti alla scoperta del “Diario dell’ambasciatrice degli Stati Uniti in Italia dal 1861 al 1865”, come recita il sottotitolo del relativo libro.
L’autrice del diario è in verità Caroline, la moglie dell’ambasciatore George Perkins Marsh. La coppia è arrivata a Torino il giorno del funerale del conte Camillo Benso di Cavour, venerdì 7 giugno 1861. Il testo ripropone un terzo circa del diario originale, che arriva ai primi mesi del 1865, con lo spostamento della corte – e quindi anche delle ambasciate – a Firenze. Il periodo di cui si occupa questo interessante e curioso documento è cruciale: il neonato Stato Italiano deve affrontare non soltanto i nuovi temi e i problemi legati alla fresca Unità, ma soprattutto la morte improvvisa dell’unico uomo di Stato capace di pensare e di agire con visione e prospettive nazionali e europee.
L’ottica che emerge dal diario, tra impressioni politiche e notazioni di costume, è quella di una donna aperta e liberale, che ama Lincoln e adora Garibaldi; un’americana del New England che trova i costumi della corte sabauda provinciali, arretrati, legati a concetti di nobiltà fuori del tempo ma che subisce il fascino di una Città straordinaria e di alcuni personaggi di grande cultura: incontra Garibaldi, il Re, Ricasoli, Rattazzi, Plana, l’abate Baruffi, Sella e ancora Manzoni, D’Azeglio, Cantù.
Caroline Marsh non disdegna colloqui con servitù e popolani, dispiacendosi di non comprendere tutto a causa di “questo abominevole dialetto piemontese”. Tra cronache di problemi logistici (cambierà diverse residenze in Torino e abiterà, per 8 mesi, nel castello di Piobesi), ricerca di cosa indossare nelle grandi occasioni e pettegolezzi, il racconto è un documento di vita pubblica e privata di incredibile vivacità e realismo, sempre in bilico tra il domestico e l’ufficiale, ricco di fatti curiosi e inaspettati che apre uno spaccato inconsueto su Torino e sul neonato Stato Italiano in quella che fu una fase storica cruciale.
L’ingresso è libero.

redazione

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