“Una donna, un volto, uno stile” a Cuneo

La storia di Giovanna “Giò” Abrate e della sua collezione di abiti, conservata nel Museo

Giovedì 26 maggio nel  Complesso Monumentale di San Francesco – Museo Civico

donna-La Pancalera

CUNEO

Un appuntamento singolare quello che si svolgerà giovedì 26 maggio, ore 18,15, nel  Complesso Monumentale di San Francesco – Museo Civico dove sarà raccontata la storia di Giovanna Abrate, Giò, e della sua collezione di abiti, conservata nel Museo e donata allo stesso nel 1996 dalla famiglia, in seguito alla scomparsa di Giò. La donna fu modella e fotomodella tra la fine degli anni sessanta e i primi anni settanta e, da Torino, dove abitava, si mosse in giro per l’Italia e l’Europa per servizi fotografici, sfilate, riprese televisive e cinematografiche, frequentando luoghi e personaggi del jet set internazionale, allo stesso tempo partecipando e vivendo le problematiche sociali di quegli anni segnati da importanti rivoluzioni culturali (sua -ed emblematica- la foto in prima pagina dell’Espresso durante un corteo per il divorzio ad illustrare un articolo di Ennio Flaiano).

Personaggio singolare, sfaccettato, donna intelligente e curiosa, musa ispiratrice del pittore Enrico Colombotto Rosso, Giò mise insieme una collezione di abiti vintage che comprava nei mercatini dell’usato e in negozi particolari: molti di questi sono vestiti da sera, preziosi, che documentano l’evoluzione della moda tra la fine dell’ottocento e gli anni settanta del novecento. Erano abiti che Giò indossava con grande naturalezza in occasione di feste, cene e ricevimenti, alternandoli ad altri contemporanei, sempre scelti con un gusto che anticipava le mode e oltrepassava le tendenze.

Oggi quegli abiti sono conservati ed in parte esposti nel Museo di Cuneo, città in cui Giò era nata ed aveva frequentato le superiori; e città legata alla famiglia Peano, di cui, Corinna, la madre di Giò, faceva parte. Nella serata del 26 maggio, presentata dall’Assessore per la Cultura Alessandro Spedale, la figura di Giò verrà raccontata dal fratello, Alessandro Abrate, mentre alcune immagini della donna accompagneranno questo singolare omaggio accanto ad interventi estemporanei.

Nel 2007 il Filatoio di Caraglio aveva ospitato la mostra ‘Le stanze di Giò’ in cui era esposta l’intera collezione ed era delineata la figura della donna. Poco tempo prima anche la Fondazione Delfino aveva presentato una parte degli abiti accanto ad alcune immagini fotografiche di Giò apparse su riviste e giornali. Il prossimo incontro è una occasione per ricordare la donna.

redazione

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