STUDENTI DI SALUZZO AL POLITECNICO DI MILANO

Mercoledì 9 marzo al Campus Leonardo dell’Istituto Politecnico di Milano si è discusso dello sviluppo e delle molteplici applicazioni della nanotecnologia

STUDENTI DI SALUZZO AL POLITECNICO DI MILANO-La Pancalera

Saluzzo, 9 marzo 2016

Una commistione di studenti liceali, universitari, professori, dottorandi, ingegneri, fisici, scienziati… ciascuno addetto ad uno specifico ambito di studio e ricerca, uniti a discutere dello sviluppo e molteplici applicazioni della nanotecnologia: questo il risultato dell’incontro tenutosi Mercoledì 9 Marzo, presso il campus Leonardo dell’istituto Politecnico di Milano,  del quale hanno  beneficiato gli allievi delle classi III liceo classico e 5^A scientifico provenienti dal liceo Bodoni di Saluzzo. La giornata si è scandita in due momenti: durante la mattinata i ragazzi, accompagnati dalle professoresse Piera Aimar e Francesca Quagliotti, hanno assistito alle testimonianze ed esperienze personali di svariati studiosi, che, appassionandosi e specializzandosi in differenti reparti, si servono delle nanotecnologie nel proprio settore di ricerca, sviluppandone dunque utilizzi e funzionalità diverse. I due fattori determinanti, dai quali trae origine la ricerca, come spiega il professor Guglielmo Lanzani (coordinatore del Center for nano Science and Technology dell’Istituto Italiano di Tecnologia), sono  la curiosità e l’uso: sin dall’antichità l’uomo, indotto dall’interesse e dall’osservazione dei fenomeni e del mondo circostante, si è mostrato incline allo svolgimento di tale pratica. Uno dei primi studiosi di tal genere può essere individuato nel filosofo greco Aristotele, il quale sviluppò una forma di sapere enciclopedico e sistematico, dedicandosi a branche della conoscenza multiformi. Nel corso della storia, alla ricerca si dedicarono anche monaci, scienziati quali Galileo e Maxwell, la ricercatrice Rosalind Franklin, per poi giungere ad un vero e proprio gruppo organizzato di  ricercatori, quale la compagnia denominata “Via Panisperna”, collaboratrice di Enrico Fermi. Oggi finalità primaria della ricerca risulta quella di contribuire all’eliminazione delle disparità tra ricchi e poveri, confrontando vicendevolmente i risultati conseguiti ed instaurando un rapporto di dialogo con ricercatori specializzati in campi differenti. L’insegnante Lanzani prosegue con l’illustrazione del metodo seguito da tecnologia e nanotecnologia, definito “bottom up” e consistente nel procedere partendo dal piccolo e indirizzandosi verso il grande, andamento inverso al “top down” (dal grande al piccolo), impiegato per esempio nella tecnica scultorea. Attualmente esistono a Milano due centri IIT: istituto nazionale di ricerca, finanziato dallo stato.

La conferenza procede con l’intervento di Maria Rosa Antognazza, ex allieva del liceo classico ed ora fisica di formazione, la quale si sta dedicando allo sviluppo di un progetto basato sulla realizzazione di una retina artificiale, in grado di porre rimedio a malattie quali la degenerazione alla macula o la retinite pigmentosa. Né il trapianto di retina, né una terapia genica capace di agire esclusivamente sulle centinaia di geni responsabili si rivelano strade percorribili; l’unica soluzione effettivamente attuabile è costituita dagli impianti, nonostante la loro risoluzione spaziale sia limitata. Tali dispositivi, dalle dimensioni di qualche millimetro quadrato e dalla forma trapezoidale, sono stati testati inizialmente sui ratti e in seguito,con dimensioni di un centimetro quadrato e di forma rettangolare, sui maiali. Si tratta di un intervento chirurgico invasivo, poiché prevede l’innalzamento della retina in modo da permettere il posizionamento dell’impianto.

Seguono poi le spiegazioni di due ingegneri, rispettivamente esperti in ambito elettronico e nucleare, da poco dottorati, i quali descrivono i vantaggi conseguibili attraverso la stampa elettronica, a scapito di quella in silicio, grazie alla più elevata facilità di riciclaggio della plastica. Svariate sono le ipotetiche branche che potrebbero beneficiare di tali metodi: rfid (identificazione a radiofrequenza), pubblicità, moda e design, integrazioni con il corpo umano…

In conclusione gli interventi dello scienziato dei materiali Francesco Lamberti, addetto alla spiegazione del funzionamento di una cellula fotovoltaica, ed Emilio Parisini, strutturalista, esperto nel meccanismo delle proteine.

Teatro dell’attività pomeridiana sono stati i laboratori, dove i ragazzi hanno avuto la possibilità di osservare concretamente e praticamente attuati i procedimenti teorici precedentemente ascoltati, comprendendo le immense possibilità connesse agli sviluppi della nanotecnologia e le nuove speranze che essa è in grado di offrire all’uomo.

Ludovica Rossi,

III liceo classico

redazione

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