Stagionali, il sindaco di Saluzzo sollecita un intervento della Regione

Con la stagione della raccolta frutta alle porte, il saluzzese lamenta mancanza di un piano operativo della Regione in caso di arrivi disordinati

La Regione ha elaborato indicazioni per agriturismi, catering, ristorazione da asporto, centri estetici, barbieri e parrucchieri, centri benessere, sale da ballo, discoteche, taxi e noleggio con conducente. Addirittura norme di dettaglio per l’allenamento o l’addestramento dei cavalli nei maneggi e la toelettatura degli animali di compagnia.

Non una parola sull’agricoltura, se si escludono un portale per l’incrocio domanda e offerta di lavoro esclusivamente in lingua italiana, con l’effetto di ridurre, anziché ampliare la platea dei possibili lavoratori agricoli (come se non ci fosse già abbastanza preoccupazione per la copertura dei fabbisogni) e qualche euro per contribuire all’allestimento di alloggi presso le aziende“. Sono le amare parole del sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni, all’apertura della nuova stagione della frutta.

Frutta nel saluzzese

La frutta del Monviso genera un giro d’affari di 700 milioni di euro l’anno” spiega Calderoni. “Le proposte innovative e collaborative sono arrivate da aziende, associazioni di categoria ed enti che si confrontano incessantemente da settimane per suggerire soluzioni. Ben 30 comuni hanno chiesto chiarimenti su modalità di spostamento e alloggiamento in sicurezza della manodopera.

Serve che la Regione prenda in mano la questione senza ulteriori indugi. E convochi un ‘Tavolo territoriale per la salute e la sicurezza’ con le parti sociali, le associazioni datoriali, le autorità sanitarie e le altre istituzioni coinvolte nel contrasto al Covid 19. E’ necessario per definire tempi, modalità e regole per la stagione di raccolta alle porte“.

Questa notte la prima persona si è accampata sotto il viale del Foro Boario. “È necessario e urgente – sottolinea Calderoni – che la Regione e l’Unita di Crisi, coordinandosi con la Prefettura, impostino un piano operativo in caso di arrivi disordinati ed accampamenti spontanei, che rappresentano un grave pericolo igienico e sanitario in questa fase pandemica“.

Il contributo della Regione per ospitare gli stagionali

Il contributo per l’allestimento di alloggi a cui ha fatto riferimento Calderoni è stato comunicato ieri dalla Regione. L’Ente aveva segnalato lo stanziamento di 97 mila euro di contributi per l’ospitalità dei salariati in agricoltura. Sono da destinare ai Comuni, alle Unioni di Comuni ed ai Consorzi di Comuni del Piemonte. Sono da utilizzare per la sistemazione temporanea dei lavoratori stagionali che operano nelle aziende agricole piemontesi anche per la raccolta frutta. “I contributi concessi – si legge nel comunicato – permettono agli enti locali di destinare direttamente presso l’azienda agricola che ne fa richiesta la locazione e installazione di strutture prefabbricate ad uso abitativo e temporaneo. Si tratta di prefabbricati, moduli abitativi anche tipo container a noleggio. L’importo massimo concesso all’Ente richiedente per il progetto delle strutture abitative è di 25 mila euro. È responsabilità degli enti locali beneficiari la gestione delle strutture, assicurandosi che gli interventi realizzati siano eseguiti in conformità alle norme edilizie e igienico-sanitarie“.

redazione

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