Soldati nel manicomio di Racconigi, le storie nel libro di Fabio Milazzo

È in libreria Una guerra di nervi. Soldati e medici nel manicomio di Racconigi (1909-1919), scritto da Fabio Milazzo, ricercatore all’Istituto Storico della Resistenza e per la Società Contemporanea di Cuneo. È pubblicato dalla casa editrice Pacini, nella collana di storia contemporanea Le ragioni di Clio.

Fabio Milazzo presenta questo suo nuovo lavoro venerdì 16 ottobre alla Soms di Progetto Cantoregi a Racconigi alle ore 21. Dialoga con lui Alessandro Vallarino.

Ingresso libero fino a esaurimento posti. Consigliata la prenotazione: 335.8482321 – info@progettocantoregi.it.

Cosa narra il libro

Sguardi sbarrati, allucinazioni, tremori, confusione mentale, depressione, tentativi di suicidio. Furono questi alcuni dei sintomi che i soldati investiti dalla potenza traumatica della Grande guerra manifestarono al momento del loro ingresso nel manicomio di Racconigi. Sulla base di ricerche compiute presso diversi archivi, la ricerca indaga le storie e le dinamiche di internamento dei soldati traumatizzati dal primo conflitto industriale di massa del Novecento, in un periodo in cui non esisteva ancora la categoria clinico-diagnostica del trauma di guerra (che sarebbe emersa in maniera confusa proprio durante il primo conflitto mondiale, per poi essere codificata pienamente soltanto dopo la guerra in Vietnam).

Le domande a cui il libro cerca di dare risposta

Nello specifico il libro cerca di rispondere ad alcuni interrogativi: quali furono le cause che determinarono l’internamento dei soldati in manicomio? Chi decideva e come venivano gestiti e organizzati i ricoveri? Quale fu il ruolo dei medici-alienisti? Quale fu invece il ruolo delle famiglie? Come reagì la psichiatria italiana di fronte ai traumi bellici? Come vennero trattati dalle autorità militari i soldati traumatizzati? Quale fu il ruolo delle teorie lombrosiane nel descrivere il fenomeno? E quali furono le diagnosi attraverso cui vennero inquadrati i sintomi? Come il conflitto investì e stravolse l’organizzazione e la vita nel manicomio?

Attraverso lo spoglio sistematico di vari fondi archivistici e l’esame di tutte le cartelle cliniche dei soldati, il volume intende rispondere a questi interrogativi, interpretando in sede locale dinamiche più generali riguardanti il rapporto tra esercito, disagio mentale e guerra. L’indagine di cui il libro è espressione si inserisce in una ricerca più ampia sui rapporti tra guerra e follia, e sull’emergere della nozione di “trauma di guerra” (“shell shock”), di cui un tassello importante è rappresentato anche dalla guerra di Libia affrontata in un volume pubblicato nel 2019: Deserti della mente. Psichiatria e combattenti nella guerra di Libia 1911-1912 (con G.Mamone, Le Monnier 2019).

L’incontro è organizzato da Progetto Cantoregi, in collaborazione con la Città di Racconigi.

redazione

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