Si contano i danni dell’alluvione a Rifreddo

Rifreddo Torrenti esondati, diverse frane, strade allagate e alcune famiglie evacuate grave il bilancio della notte di piogge. Danneggiate anche le condotte dell’acquedotto così il paese rischia di restare senz’acqua.

alluvione - la pancalera

RIFREDDO

E stata davvero una brutta notte quella che hanno passato gli abitanti di Rifreddo. Quasi tutti i rii minori del paese sono, infatti, esondati a causa delle piante franate all’interno che hanno tappato ponti e ponticelli riversando le loro acque sulle strade e sulle abitazioni vicine. Un fiume d’acqua che ha causato diverse frane e costretto gli amministratori ha far evacuare alcune famiglie. “Stanotte – ci ha spiegato il giorno seguente il sindaco Cesare Cavallo – c’era davvero da avere paura i danni sono davvero ingenti e per mettere in sicurezza case e strade siamo dovuti ricorrere a ruspe ed escavatori. Inoltre c’è un grave problema con la tubatura di adduzione da parte dell’acquedotto comunale che rischia di lasciare il paese senz’acqua per diversi giorni”. Un paradosso che rende la situazione ancora più difficile e che si somma a tutte le altre emergenze del momento.

Il Sindaco Cesare Cavallo ci presenta il resoconto dell’alluvione  del 24-25 novembre

I giorni che abbiamo vissuto questa settimana Rifreddo sono stati sicuramente i più difficili da quando faccio il sindaco. Un alluvione davvero impressionante che ha causato almeno 6 o 7 frane esondazioni di praticamente tutti i rii minori del paese che hanno allagato case, strade e campi tanto da farci intervenire per sgomberare alcune famiglie. Poi dopo tutto questo il Po si è portato via anche la tubazione di adduzione dell’acquedotto comunale lasciando quasi l’intero paese senza acqua potabile. Fortunatamente nessuna grave conseguenza alla persone ed anzi quasi miracolosamente nemmeno nessun ferito. In compenso ci sono state situazioni davvero impressionanti con i ponticelli dei rii minori che si sono otturati riversando quantità impressionanti di acqua sulle case vicine trasformandole in vere e proprie cascate d’acqua e facendone crollare una. Grazie all’intervento di dipendenti, volontari e soprattutto dei mezzi meccani messi in tempo zero a disposizione dalle imprese siamo però riusciti in una giornata a mettere in sicurezza il territorio scavando fango ed alberi dai corsi d’acqua e nei cortili delle case. Il gestore (Alpi acque) velocissimamente a creato un bypass provvisorio per l’acquedotto e la Provincia a rimesso in funzione il ponte verso Sanfront. Il tutto in due giorni. Davvero un gran lavoro. Superata l’emergenza rimangono ora tanti danni sul territorio e per l’ente pubblico l’onere di censirli e di porvi rimedio.

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redazione

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