Saluzzo candidata Capitale italiana della Cultura 2024 con il Terre del Monviso

Saluzzo candidata a Capitale italiana della Cultura 2024 con Terre del Monviso. La presentazione della candidatura è avvenuta venerdì 4 dicembre nel complesso di Santa Maria della Stella, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Saluzzo. Il luogo è stato scelto non a caso, ma in quanto luogo simbolo del recupero, attuato dalla stessa fondazione bancaria cittadina, dopo anni di degrado e di abbandono.

A sostegno del progetto sono arrivati contributi da numerosi rappresentanti istituzionali a tutti i livelli e da vari esponenti del mondo politico, imprenditoriale, culturale del Saluzzese, del Piemonte e anche dai territori confinanti della vicina Francia.

La Castiglia

«La candidatura – spiega il sindaco di Saluzzo Mauro Calderoni – non riguarda solo Saluzzo, ma vuole esprimere la sinergia di un territorio, quello del Monviso, che va dall’antica capitale marchionale, alle valli del Re di pietra, coinvolgendo anche il versante francese, facendosi interprete anche dello spirito e della cultura occitana di questi luoghi».

Uncem a sostegno della candidatura

A sostegno del progetto anche Roberto Colombero, presidente Uncem Piemonte, e Marco Bussone, presidente nazionale dell’Unione dei Comuni, delle Comunità e degli Enti montani. « La candidatura del Comune di Saluzzo con la Terre del Monviso a Capitale italiana della cultura 2024 è una notizia importante per il Piemonte. E non solo. Perché conferma che un territorio, aree urbane e aree montane insieme, può, deve lavorare insieme verso grandi obiettivi.

Saluzzo, grazie al sindaco Calderoni e alla sua Amministrazione, ha generato negli ultimi anni una sinergia forte con le sue Valli, le Valli del Monviso, territorio del Marchesato, unite alla città da storia, cultura, servizi. I legami tra territori montani e città del fondovalle deve poter crescere. Anche grazie ad ambiziosi obiettivi che Saluzzo si pone da oggi, verso il 2024. Anche verso la nuova programmazione comunitaria 2021-2027 e verso un ripensamento dei servizi e dei modelli di sviluppo che devono consentire un patto nuovo tra valli alpine e città. Lo fa Saluzzo ed è un modello anche in questa candidatura, che Uncem sostiene con ottimismo, fiducia, impegno».

redazione

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