Revocato lo sciopero dei medici di base

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“Lo sciopero dei medici è stato sospeso e posso assicurare che, comunque, non c’era intenzione della Regione di ridurre l’autonomia dei medici di base e dei pediatri di libera scelta”.

Con queste parole l’assessore alla Sanità, Antonino Saitta, ha aperto la comunicazione della Giunta regionale, richiesta da Davide Bono (M5S), sullo sciopero dei medici indetto per la giornata di oggi, martedì 19 maggio, dalla Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) e dei pediatri di libera scelta. L’agitazione sindacale è stata revocata all’ultimo momento perché, nella tarda serata di ieri, Governo e sindacati hanno sottoscritto un accordo per la tutela della figura del medico di famiglia a garanzia del rinnovo della convenzione con il Servizio sanitario nazionale, che era la ragione alla base dello sciopero.

Nel dibattito sono intervenuti, oltre a Bono, Mauro Campo e Stefania Batzella sempre del gruppo M5S, che hanno rilevato “lo stato confusionale dei cittadini e degli stessi medici, causa i tempi ristrettissimi della revoca derivanti anche dalla tardività della convocazione, da parte del Governo, della riunione decisiva di ieri sera”. I consiglieri di M5S hanno pure attribuito alla Giunta regionale “confusione anche per quanto concerne il riordino della rete territoriale che sta creando grande  incertezza dato che le linee guida non sono chiare. Non si spiega quanto personale occorra sul territorio per un servizio efficiente e non vi è attenzione per i territori periferici. Non si spiega con quali attrezzature a disposizione e con quali modalità si potrà attuare la necessaria integrazione tra le diverse componenti”. I rilievi negativi sono proseguiti con la constatazione che a tutto questo si aggiunge “la mancanza di risorse economiche nell’ambito della Sanità regionale”.

Di diverso avviso Domenico Ravetti (Pd), presidente della IV Commissione, per il quale “il ritiro dello sciopero consente di affrontare con calma e attenzione la riforma della Sanità pubblica privata e regionale e, in particolare, quella dei medici di famiglia che hanno il timore, condivisibile, di non diventare semplicemente dei dipendenti delle aziende sanitarie. Dobbiamo utilizzare la loro professionalità come volano per l’efficacia della rete territoriale”.

Ravetti ha anche proposto una audizione in Commissione dei direttori generali Asl.

Anche Alfredo Monaco (Scelta civica) ha appoggiato l’azione dell’Esecutivo pur  sottolineando la delicatezza di operare sul territorio con i necessari distinguo rispetto all’utenza e alle fasce deboli. “Il lavoro dell’assessorato per delle linee guida è apprezzabile – ha proseguito Monaco come la grande prudenza adottata su un tema così complesso, come la rete territoriale, che deve tener conto delle varie configurazioni orografiche e demografiche”.

L’assessore ha chiuso il dibattito ribadendo che “abbiamo sempre sostenuto la necessità di valorizzare l’assistenza territoriale e il ruolo dei medici di famiglia mantenendo la loro autonomia.

Vogliamo rispettare quanto la legge prevede per questa figura. Sul tema, poi, della responsabilità dei medici di base per eccessiva quantità di prescrizioni, siamo contrari ad una posizione punitiva e, invece, favorevoli ad adottare un meccanismo di autoresponsabilità, simile alla posizione della Regione Toscana, e intendiamo favorire la modalità del lavoro di gruppo per i medici di base”.

AB

redazione

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