Fare pace con il passato

Per stare bene oggi e domani dovremmo fare la pace con il nostro passato: perdonare noi stessi e gli altri, lasciare andare fallimenti, torti subiti, occasioni mancate, colpe.

Ogni persona ha le proprie: chi ha toppato in amore, chi negli affari; chi è stato tradito o abbandonato, chi si rimprovera per aver vissuto e fatto vivere in un deserto affettivo; c’è chi si porta un peso grosso, chi invece ha collezionato tanti fiaschi piccolini.

Dimenticare è impossibile: il nostro cervello conserva i brutti ricordi con la stessa cura con cui le gazze tengono le catenine d’oro. Li tiene in un brodo di neurotrasmettitori come fossero cappelletti e ogni tanto gli dà una rimestata, regalandoci un intenso aroma di dolore. A volte rimuove, certo. Ma rimuove quello che pare a lui.

Lascia andare. Lascia andare le occasioni mancate, gli ex amici, gli ex fidanzati, gli ex tutti, la gente che hai deluso, le figuracce che hai fatto. Lascia andare le cose che ormai non puoi cambiare ed impegnati in quelle che puoi. Fallo davvero e noi psicologi chiuderemo bottega con gran soddisfazione dei nostri detrattori.

Guarda gli eventi del passato per quel che sono, innanzitutto, spogliandoli dell’abito di vittimismo e di dramma che negli anni gli hai cucito addosso. Un’amica ti ha abbandonata? Forse la vostra storia insieme era semplicemente giunta al capolinea e, a ben pensarci, anche tu eri un po’ stufa di lei. Lasciala andare in pace e resterai in pace pure tu.

Ridimensiona il senso di torto, di abbandono, di calamità, di profonda ingiustizia in cui hai avvolto i tuoi brutti ricordi.

Sottoponi a giudizio critico e a revisione questa modalità che hai imparato da piccolo e poi affinato nel tempo di stampare le disavventure a caratteri cubitali, di fissarle con una puntina nella bacheca più grande della memoria e di fermarti a guardarle per tutti i giorni della tua vita. Contrasta gli schemi, gli automatismi, i copioni con cui tratti il passato e riuscirai più facilmente a vivere il tuo presente.
Spostati dal centro e adotta una prospettiva più ampia; non sei la vittima di una congiura; non sei il protagonista di un Colossal sulla sfiga.

Riconciliarsi con il passato dovrebbe essere un po’ come quando la maestra prende i due bambini che hanno bisticciato, dà loro un colpetto sulla schiena e dice: “Su, adesso fate la pace e abbracciatevi”. I due lo fanno, magari con poca convinzione ma con la consapevolezza che fare la pace in fondo conviene, perché tanto dovranno continuare a stare nella stessa classe e colorare lo stesso cartellone.

redazione

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