Progetto COPASUDI, se ne parla alla scuola agraria di Lombriasco

Come innovare le pratiche di gestione delle sementi tra le aziende con l’adozione di una popolazione di soia caratterizzata dalla presenza di bassi fattori antinutrizionali

Martedi 16 marzo anche io mi sono collegato sulla piattaforma google meet per la presentazione del progetto che vede la Scuola agraria salesiana di Lombriasco coinvolta con altri soggetti in una interessante sperimentazione. Ci sono anche due classi dell’istituto collegate a distanza per ascoltare, vedere, capire di cosa si tratta. A questi allievi si aggiungono altre persone che si sono iscritte a questo momento di formazione e di informazione. Cerco sul sito della scuola salesiana di Lombriasco e trovo una breve sintesi che riassume quanto più dettagliatamente è presentato in circa tre ore di interventi, di domande e risposte articolate. Si spazia da Lombriasco fino a Udine constatando che la videoconferenza avvicina le persone, supera chilometri andando da un capo all’altro delle pianura padana. L’argomento è interessante e l’entusiasmo dei relatori contagia un po’ tutti.

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COPASUDI è un progetto inserito a finanziamento nel PSR (Piano di Sviluppo Rurale) in Piemonte nella misura 16.1.1. e nei fatti nasce da un esigenza di molte piccole realtà zootecniche e di realtà rurali con piccoli allevamenti familiari, ad esempio di avicoli.

L’obiettivo generale del progetto è l’adozione, mediante produzione, trasformazione ed uso, di una popolazione di soia caratterizzata dalla presenza di bassi fattori antinutrizionali, in regime biologico o a bassi input in ambito zootecnico.

Copasudi, il processo

Il processo vuole contribuire ad innovare le pratiche di gestione delle sementi tra le aziende, delle tecniche agronomiche e dei preparati mangimistici delle aziende agricole familiari e zootecniche. Gli obiettivi specifici sono:
• ridurre l’approvvigionamento esterno aziendale di proteine vegetali per la razione alimentare mediante la produzione aziendale di granella di soia direttamente utilizzabile dagli animali;
• diversificare la produzione agricola delle aziende appartenenti al Gruppo Operativo, inserendo una specie proteica a duplice valenza: agronomica (nelle rotazioni) e produttiva (col fine della vendita diretta).
I risultati che ci attendiamo di ottenere al termine dei 36 mesi sono:

  1. la costituzione di una popolazione eterogenea evolutiva di soia (Glycine max L. Merr) a bassi fattori antinutrizionali adattata al contesto locale (sito specifica) in 4 aziende aderenti al progetto;
  2. l’adozione di tecniche di coltivazione innovative, anche con la trazione animale, volte a valorizzare le caratteristiche e la definizione di Linee Guida agrotecniche aziendali utili alla coltivazione delle popolazioni eterogenee, alla riduzione dei costi di produzione e alla valorizzazione dei fattori di produzione aziendali con lo scopo di innalzare i redditi aziendali;
  3. sostenere il livello di cooperazione tra le aziende sia nello scambio di competenze sia nella definizione di accordi di filiera con specifico riferimento alla produzione mangimistica e alla gestione del sistema sementiero locale della popolazione di soia;
  4. l’utilizzazione diretta in azienda del materiale prodotto e la definizione di Linee Guida di somministrazione di mangimi a base di trasformati di soia utili alla preparazione della razione di mangime per ovini e avicoli direttamente in azienda.

I fabbisogni di innovazione proposti con il PSR sono emersi nel corso delle attività realizzate dal progetto COPASUDI durante l’azione 1 dello stesso nel 2016. In questa fase con gli incontri preparatori dei soggetti promotori del Gruppo Operativo (Az. Agr. L’Altromercato, Az. Agr. Savarino, Az. Agr. La Tadea, Scuola Agraria Salesiana) è seguita una formale adesione al Gruppo Operativo del progetto COPASUDI di tre nuovi soggetti: Az. Agr. Mellano, Soc.Agr. La Gallinella e Rete Semi Rurali, fondamentale la consulenza del Dipartimento di Scienze agroalimentari ambientali e animali dell’ Università di Udine.

Dommi

redazione

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