Itinerario inedito a Moretta, grazie alle Giornata Fai di Primavera. Sabato 21 e domenica 22 marzo saranno proposti tre percorsi di visita curiosi per accompagnare i visitatori tra storia e arte.
Il programma dell’iniziativa del Fondo per l’Ambiente Italiano è stato presentato in conferenza stampa nella sala consiliare del Comune di Moretta, alla presenza del capo delegazione FAI di Saluzzo Maurizio Sola, della segretaria Tiziana Triberti e dell’amministrazione comunale.
Moretta è un comune con oltre ottocento anni di storia e ricco di testimonianze culturali. «La cultura – racconta Maurizio Sola – non è solo tra le ricche mura marchionali della città, ma è diffusa ovunque: nasconde tesori inediti da scoprire, storie mirabolanti e aneddoti curiosi».
Un concetto condiviso anche dal sindaco Gianni Gatti, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa per il territorio: «Per noi è un onore poter valorizzare, attraverso uno degli eventi culturali più importanti a livello nazionale, il nostro patrimonio. Moretta, come tanti altri comuni medio-piccoli, ha molte storie da raccontare e tante bellezze che devono essere scoperte e valorizzate. È un turismo diverso, tutto da scoprire».
L’organizzazione coinvolge la delegazione Fai di Saluzzo, il gruppo Fai di Savigliano e i giovani volontari dell’associazione, che accompagneranno i visitatori lungo i diversi itinerari predisposti per l’occasione, tra luoghi simbolo del paese e spazi normalmente non accessibili al pubblico.
PERSONAGGI ILLUSTRI, VIE, PALAZZI E STORIE DI CORTE
Il primo itinerario porterà nella pregevole Sala Consiliare del Palazzo Comunale dove sono conservate diverse tele di varie epoche raffiguranti i personaggi illustri di Moretta, tra cui spiccano il Monsignor Pietro Craveri, il Monsignor Bernardino Bollati il Conte Gaspare Andrea Coller.
Si parlerà anche di David Rizzio, che nel 1561 partì dal castello di Moretta per diventare segretario particolare di Maria Stuarda, Regina di Scozia.
L’itinerario proseguirà davanti agli esterni del castello medievale, circondato da un antico fossato per poi visitare Palazzo Pignatta, edificio settecentesco che si sviluppa su tre piani sovrastato da una torretta con trifora, dove spicca lo stemma di famiglia dei nobili proprietari.
La visita si concluderà di fronte alla dimora del Prof. Giovanbattista Balbis, figura a cui è intitolata la via, per scoprire le vicende legate a questo celebre personaggio morettese.
SANTUARIO INEDITO E CATASTI STORICI
Il secondo itinerario prevede la visita al Santuario della Beata Vergine del Pilone. Si potranno visitare anche zone normalmente non aperte al pubblico, come la sacrestia, che conserva splendidi mobili antichi e numerosi ex voto, datati a partire dal 1728.
Nella sala polivalente della grande foresteria saranno esposti i quattro Catasti Storici di Moretta, oggetto di una recente mostra al Forte di Bard a cura dell’Arch. Silvia Oberto e dell’Ing. Livio Dezzani. Il primo catasto di Moretta (1791) fu il sabaudo, redatto da Bernardo Arnaud con una grande tavola topografica. Seguì il francese “per masse di coltura” (1804), che classificava i terreni per tipologia agricola. Nel 1812 arrivò il particellare napoleonico, antenato dei catasti moderni, rimasto in uso anche dopo la Restaurazione sabauda. Infine, nel 1892, il catasto italiano, introdotto dalla Legge apposita del 1886.
L’ARCHIVIO STORICO E LA BIBLIOTECA DEL SANTUARIO
Il terzo percorso è esclusivo per gli iscritti al FAI e porta a visitare l’archivio storico e la biblioteca al primo piano del Santuario.
Qui si trovano i documenti relativi alle attività del Santuario dal 1684 al 1965, oltre a libri e testi antichi e paramenti sacri. Il patrimonio del Santuario, incluso l’archivio, è da sempre amministrato da una “Congregazione”, oggi denominata Amministrazione. Le funzioni della Congregazione, organizzata e riconosciuta a partire dal 1685, sono regolate da uno “Statuto organico dell’Opera del Santuario della Beata Vergine del Pilone”, nella versione ancora in vigore dal 1877. L’Archivio è stato riordinato e inventariato nella sua versione odierna da Sara Valentino nel 2005.
Nell’Archivio Storico sarà possibile scoprire documentazione accumulata negli ultimi tre secoli, come i “libri delle elemosine”, gli “appunti per le prediche” e gli atti costitutivi del 1684. Tra i pezzi più interessanti spicca una cassaforte settecentesca, mentre in altri mobili sono conservati testi sacri e una interessantissima Biblioteca, costituita da un migliaio di libri antichi.









