Prevenire è meglio che curare, anche i rifiuti

Esce la relazione sul progetto del Covar14 con il San Luigi

prevenire-La Pancalera
“Prevenire è meglio che curare”! Si ispira a questo consolidato principio il progetto di ottimizzazione della gestione dei rifiuti all’interno dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Luigi Gonzaga, di Orbassano, raccontato in un libretto appena pubblicato.
Da una collaborazione tra Covar14 e ospedale, avviata nel 2013, è partito un “percorso di accompagnamento” sviluppato dalla cooperativa Erica e concretizzato in un’analisi che ha evidenziato punti di forza e di debolezza nel sistema all’epoca in atto. Lo studio e le buone pratiche che ne sono seguite hanno conquistato il plauso della Regione Piemonte, che ha indicato il presidio cittadino come esempio di buona raccolta differenziata presso gli ospedali. “Negli anni abbiamo compreso che il target per far crescere e migliorare la raccolta dei rifiuti non poteva essere solo l’utente domestico, ma dovevamo allargare gli orizzonti – commenta Leonardo Di Crescenzo, presidente del Consiglio di Amministrazione del Covar14 – Il progetto Ecospedali ci ha portato a conoscere il San Luigi al di là della sua connotazione diffusa e a scoprire la sua complessità di Azienda Ospedaliera Universitaria, con cui abbiamo realizzato il percorso di ottimizzazione della gestione dei rifiuti. Un lavoro complesso, da applicare anche agli altri ospedali e non solo sul nostro territorio”.
L’opuscolo di una cinquantina di pagine, che porta il sottotitolo “Un modello di gestione dei rifiuti urbani in ambito ospedaliero”, racconta l’esperienza, descrivendo i partner che hanno partecipato, il quadro in cui ci si è mossi, il progetto e i risultati ottenuti. L’analisi iniziale, di quanto era buttato nei cassonetti dell’indifferenziata, rivelava la presenza del 69% di rifiuti differenziabili tra l’irrecuperabile, mentre la verifica di fine progetto indica un’inversione di tendenza, con i materiali riciclabili mal conferiti scesi al 40%, segno di un evidente miglioramento della raccolta differenziata. “Come Comune siamo molto interessati al lavoro fatto – commenta il sindaco Eugenio Gambetta – L’ospedale è sul nostro territorio ed è evidente che, più ricicla, più ci avvantaggiamo”.
L’impatto che il San Luigi ha sull’immondizia cittadina non è da poco, se si considera che circa il 5% dei rifiuti di Orbassano è frutto dell’ospedale. Per contro, su una percentuale di differenziata che in città è intorno al 58%, il San Luigi contribuisce per il 68%, dato che ne fa un’utenza “virtuosa”. Ma il risultato va salvaguardato e incentivato. “E’ chiaro che se le grandi strutture non si organizzano è difficile che stiano nella media del territorio di cui sono parte – rimarca il sindaco – L’ospedale è frequentato da persone di passaggio, che hanno ben altri problemi, per cui la raccolta differenziata è, molto probabilmente, l’ultimo pensiero. Eppure proprio questo è un posto dove c’è molto da riciclare, basta pensare ai pasti avanzati”.
Altro aspetto rilevante del lavoro fatto è la comunicazione, che ha portato all’installazione di totem informativi in punti nevralgici (ingresso, bar, mensa), alla distribuzione di schede e opuscoli, all’applicazione di banner e adesivi sui contenitori e all’installazione di cartelli, per allargare ad ampio raggio il coinvolgimento di operatori, pazienti e visitatori. “Chi è lì dentro, che si tratti di pazienti o visitatori, non è collocato nella quotidianità e va raggiunto con un’informazione diversa rispetto a quella che predisponiamo per i nostri cittadini – riflette Gambetta – In città puntiamo sulle ‘abitudini virtuose’, mentre in un luogo a sé come l’ospedale dobbiamo far passare le ‘regole di condotta’ con una comunicazione flash, rapida e coinvolgente. La ‘didattica’ è diversa, anche se l’obiettivo è lo stesso: consolidare i modi di fare più corretti, per farli diventare normali e istintivi, a vantaggio di tutti”.
La relazione sul progetto è disponibile, su richiesta, presso il Covar14, a Carignano.

redazione

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