Nel biellese, incontro con Nigel Thompson, l’uomo della lana

Una domenica di settembre, un incontro con un personaggio interessante che potrà affascinare anche i lettori della nostra pianura e forse diventare una possibilità interessante per qualche allevatore di pecore.

Dove siamo?

Sopra Biella, valle Cervo e località di Miagliano. Lì nel paese una grande costruzione con capannoni. Fondato nel 1865 per ospitare l’allora Cotonificio Poma e poi l’ex Lanificio Botto, oggi a vent’anni da quando le ultime macchine hanno smesso di battere, questo stabile nel cuore della Valle Cervo torna a rivivere.

“La fabbrica ha atteso per 20 anni l’inizio di una nuova vita, e oggi grazie all’incontro con professionisti del mondo dello spettacolo, museale e del turismo, architetti, fotografi, documentaristi e archivisti, tutti con idee fresche e innovative e con grande voglia di sviluppare nuove opportunità di lavoro e di crescita, il polo di Miagliano vive un’ulteriore fase di espansione del progetto che, ci piace sottolinearlo, non sarebbe stato possibile senza la passione della lana.” Così si legge nel sito del consorzio Biella, The wool company, ma la visita sul posto e l’incontro con il nostro personaggio che mi porta a visitare il capannone da lui preso in uso per raccogliere e selezionare la lana attraverso un’attenta pulitura, dice molto di più. Lui svolge una delle varie attività proposte qui, ma certamente la più rilevante e significativa se si considera che, come mi spiega, la pulitura della lana era fatta nel biellese in otto posti ancora una quarantina di anni fa, ma ora è attività scomparsa e che come dice lui si fa solo in Cina.

Pulitura lana miagliano la pancalera

Nigel Thompson mi spiega che negli anni ottanta è venuto dall’Inghilterra nel biellese per lavorare nel settore della lana e così ha fatto fino al momento in cui ha deciso di partire con la riscoperta della selezione e pulitura della lana, ma ora sta per arrivare anche a riprendere un’attività di lavaggio della stessa. Con cura, mentre parla, prende un vello di pecora da una delle balle di lana ammassate con orine nel capannone, lo stende sul tavolo apposito e spiega come riconoscere la qualità della lana, quasi leggendo la storia ricostruita dell’animale nell’ultimo anno di vita appunto dall’esame della sua lana.

Chi è un uomo della lana? Cos’è la lana sucida?

Thompson, inglese di nascita ma biellese d’adozione, ha fondato la sua esistenza sulla conoscenza della lana. Nella sua terra d’origine si è specializzato imparando a riconoscere al tatto, alla vista e all’olfatto ogni tipologia di lana. Una peculiarità tipica del suo popolo che di questa passione ha fatto un importante fattore di crescita economica.

La lana degli allevatori delle varie regione italiane viene conferita dagli allevatori e stoccata in appositi depositi, per essere poi spedita nei magazzini di Miagliano, gli unici in Piemonte a essere autorizzati dall’Assessorato alla Tutela della Salute e Sanità a ricevere la lana grezza che poi viene selezionata da esperti. La lana, successivamente testata da un ente di certificazione di qualità riconosciuto a livello internazionale, può poi essere venduta grezza, tramite asta internazionale, oppure come prodotto finito specificamente realizzato direttamente dall’allevatore o per conto suo tramite il Consorzio Biella The Wool Company.

Dedotte le spese di gestione, tutti i proventi sono resi all’allevatore, fornendo in tal modo sia un reddito sia una modalità per evitare le spese di smaltimento dei velli o, peggio, la tentazione di abbandonarli sui campi. È chiaro dunque come il Centro di Raccolta e Valorizzazione della Lana sia diventato in pochi anni un punto di riferimento e di eccellenza per gli allevatori ovini italiani.

Il resto lo potete leggere sul sito indicato dove troverete tante altre concrete indicazioni, ma vi resterà da fare il passo successivo: andare in valle Cervo per incontrare questo personaggio animato da vera passione, valutare la sua proposta se siete allevatori di pecore, sentire l’odore della lana sucida nel grande capannone e riscoprire dal suo sapiente racconto una filiera della tradizione dell’allevamento e della successiva industria tessile che anche oggi può essere riscoperta e valorizzata. L’agricoltura e la zootecnia di oggi sono fatte anche di questi uomini e di queste riscoperte per valorizzare il lavoro, il territorio, la produzione locale.

Buon viaggio a Miagliano.

Dommi

redazione

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