Mimosa, produzione in crisi

I CAMBIAMENTI CLIMATICI E LA CRISI METTONO IN GINOCCCHIO LE AZIENDE PRODUTTRICI DI MIMOSA

Fioritura anticipata di un mese. I consigli di Asproflor per conservare più a lungo i “fiori gialli”

 

Otto marzo 2016 alle prese con il meteo anomalo e con l’incognita della crisi economica. Anche le coltivazioni di mimosa non danno soddisfazione ai floricoltori: si registrano danni incalcolabili alle produzione di mimose per la Festa della donna. In molti casi la perdita di produzione, con un “inverno particolarmente mite e le successive piogge hanno causato la fioritura precoce delle mimose, avvenuta con un mese di anticipo, le piogge hanno poi contribuito a rovinare i fiori già sbocciati”, afferma Renzo Marconi, presidente di Asproflor, l’Associazione dei Produttori Florovivaisti, che ha elaborato i dati di produzione, in particolare nell’ area di Liguria e Toscana. La scatola di mimosa e’ salita a 20 euro al chilogrammo all’ingrosso e le quantità disponibili sono molto limitate.

L’inverno alle spalle è stato molto mite, e se da un lato ha consentito alle aziende florovivaistiche di risparmiare sul costo del riscaldamento delle serre, dall’altro non ha svolto né la sua funzione di controllo sui patogeni più diffusi, né quella di ripristino delle riserve idriche.

“Asproflor dedica quest’anno un bel mazzo di mimosa a tutte le donne e bambine uccise dalla violenza e dall’egoismo dell’uomo, per ricordare che il sacrificio delle operaie morte nel 1908 purtroppo continua in forme diverse”, sottolinea il presidente Marconi.

L’’invito è quello di regalare fiori e piante di mimosa, da scegliere nelle reti di vivai e fioristi della città. Oppure scegliere di visitare un Comune fiorito, mentre si avvicina la stagione primaverile. Questo il consiglio di Asproflor alla vigilia della festa della donna. “La nostra rete di professionisti vive giorni molto intensi – evidenziano Marconi e Sergio Ferraro, presidente e vice di Asproflor – L’’Italia è un Paese tra i primi in Europa per la produzione di piante e fiori. Vogliamo continuare a esserlo e confidiamo in numeri molto positivi nel 2016”.

Il valore della produzione delle aziende florovivaistiche italiane rappresenta oltre il 5% (in contrazione in seguito alla crisi economica) della produzione agricola totale e deriva per il 50% dai comparti fiori e piante in vaso mentre, il restante 50% da piante, alberi e arbusti destinati al vivaismo. Secondo i dati dell’’ultimo Censimento Istat, sono circa 14 mila le aziende di produzione che si dedicano ai fiori e piante in vaso e quasi 7.500 quelle attive nella produzione di piante per il vivaismo. “Sostenere il settore – proseguono Marconi e Ferraro – è fondamentale. Servono attente politiche pubbliche, ma anche una nuova consapevolezza culturale del consumatore. Da parte nostra, facciamo tutto il possibile per condividere una passione, il nostro lavoro, con più persone possibile”. E così, tra qualche giorno uscirà in centomila copie la Guida dei Comuni fioriti 2016, con tutti i premiati lo scorso novembre ad Alba. “In primavera prenderà il via la possibilità di iscriversi alla nuova edizione del concorso. Le premiazioni – sottolineano Renzo Marconi e Sergio Ferraro – si terranno all’’Eima di Bologna. L’’augurio è che possano aderire molti Comuni italiani, piccoli e grandi, portando la cultura della bellezza tra le comunità”.

Ecco i consigli di Asproflor per conservare più a lungo i mazzetti di mimosa che le donne riceveranno l’8 marzo

 

Prima di tutto togliere la carta o il legaccio che tiene raccolto il mazzetto e tagliare la punta finale dei rametti di circa mezzo centimetro.
 Quindi, mettere a bagno le mimose che devono rimanere per due ore in acqua pulita e inacidita con due gocce di limone. I fiori vanno collocati in piena luce, tenuti in ambiente fresco e soprattutto umido. La mimosa rilascia molta acqua attraverso la traspirazione e bisogna evitare che la grande perdita di liquidi porti il fiore a seccare rapidamente: è possibile utilizzare anche uno spruzzino con acqua fresca.

redazione

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