E’ mancato Massimo Bonfatti, fondatore di Mondo In Cammino

E’ mancato ieri il carmagnolese Massimo Bonfatti, fondatore (nel 2005) dell’associazione Mondo In Cammino (MIC) di cui era anche presidente.

Gli amici potranno salutarlo sabato 5 settembre alle ore 16.30 presso il cimitero di Carmagnola, campo F, dove avverrà la benedizione e tumulazione delle ceneri. Una messa in suo ricordo sarà celebrata martedì 8 settembre alle ore 18.00 presso la Parrocchia Collegiata di Carmagnola.

massimo-bonfatti

Si è sempre dedicato al volontariato ed alla solidarietà, nonostante l’impegnativo lavoro all’ospedale di Carmagnola. Ha sempre sostenuto con convinzione che il volontariato debba essere fatto con i piedi, ovvero con la costante presenza nei territori sedi di intervento e che non esiste solidarietà senza rispetto dei diritti umani.

Nel 1994 incomincia ad occuparsi dei problemi riguardanti il fall out di Chernobyl ed organizza tre carovane della solidarietà a favore delle popolazioni colpite. Da allora compie oltre 60 viaggi nelle zone maggiormente contaminate, si reca a Chernobyl e Pripyat e, tuttora, monitorizzava i progetti locali (Russia e Bielorussia), soprattutto in campo scolastico, sulla gestione del rischio radioattivo in territorio contaminato.

Nel 1998 fonda e coordina il “Progetto Humus”, intervento di radioprotezione in campo agronomico e culturale nei territori contaminati dall’incidente di Chernobyl.

Nel 2006 è interprete del film documentario “Oltre la sbarra”, girato nel villaggio più contaminato della Bielorussia, vincitore del premio nella sezione “Ecoscuola” all’EcoVision Film Festival di Palermo, selezionato fra i dieci finalisti del MedFest 2006 di Paestum e vincitore nel 2007 del premio del pubblico al IX Festival Internazionale del cinema naturalistico ed ambientale di Teramo.

Nel 2007, sotto la sua guida, la campagna “Tutti figli di Noè”, all’interno del progetto Kavkas, lancia a livello mondiale tre iniziative uniche nel suo genere: il convegno “Donne ferite, donne di pace” con testimonianze di donne di fede ed etnia diversa che hanno perso i propri figli nei conflitti del Nord Caucaso; la realizzazione in loco del primo giornale interetnico scritto da giovani delle tre repubbliche dell’Ossezia del Nord, dell’Inguscezia e della Cecenia; l’accoglienza interetnica di minori dal Distretto del Prigorodni, prima esperienza internazionale di accoglienza interetnica ed interreligiosa (osseti cristiani ed ingusci musulmani) dal Caucaso del Nord.

MIC-Politkovskaya

Nel 2010 dà l’avvio alla campagna per la democrazia dell’informazione “Dar voce alle voci”. Nel 2011, nel quinto anniversario dell’uccisione di Anna Politkovskaya, crea la campagna “In ricordo di Anna” a cui aderiscono 27 comuni, due Province e due Regioni.

Nel 2013, con il fotoreporter Luca Scabbia, idea il progetto “Rotta nucleare”; con il fotoreporter Pierpaolo Mittica e il regista Alessandro Tesei dà l’avvio a un sodalizio per la realizzazione di un documentario su Mayak e uno sulla mensa dei poveri dei frati francescani di Torino. Lancia la campagna “Vainakh, il so(e)gno della pace” e vince il premio giornalistico “La penna d’oro” in Cecenia.

Nel 2014 prende finalmente forma un’idea che inseguiva da diversi anni: il progetto “Elbrus di pace”, campo estivo interetnico ed interreligioso realizzato direttamente in loco (Karachaevo Cherkessia) con la partecipazione di giovani ceceni, ingusci e osseti. Assieme all’amico Paolo Scampa (presidente AIPRI) pubblica un documento shock sulle reali conseguenze Chernobyl in Italia.

Nel 2015 raccoglie la testimonianza di Ella Kesaeva, presidente dell’associazione “La voce di Beslan” e  la fa pubblicare nel libro inedito, a livello internazionale, “Beslan. Nessun indagato”. Lancia il progetto “SOS Radinka” per i bambini ucraini che vivono ai confini della zona di esclusione di Chernobyl e il film “Behind the Urals”, la prima produzione di Mondo in cammino. Nel 2016, nel trentennale di Chernobyl, concepisce la campagna “Chernobyl AC/DC” e fa realizzare l’omonimo cofanetto composto dal proprio libro “Il naso lungo di Chernobyl”, dal DVD “Behind the Urals” di Alessandro Tesei e dal libro reportage “Fukushima NO GO ZONE” del fotografo Pierpaolo Mittica.

Nel 2918 Massimo decide di dare un’apertura più internazionale all’associazione attivando progetti in Camerun e Guatemala. Si intensificano i rapporti con il gruppo musicale EasyPop che diventa il testimonial ufficiale associativo e con cui lancia il progetto “Basta una canzone”, primo tour di una band musicale nelle terre contaminate di Chernobyl. Contemporaneamente invita nelle scuole delle terre contaminate, i volontari dell’associazione “Cuore Clown” per sperimentare nuove merodologie di didattica. Ma il 2018 è, finalmente, l’anno in cui si realizza uno dei progetti più cari a Massimo : “Welchome Camp”, il campo interetico ed interreligioso tenutosi in agosto nel Caucaso del Nord, nella repubblica della Karachaevo Cherkassia.

Nel 2019 lancia il progetto “Strumenti per rinascere” assieme agli EasyPop per la realizzazione di aule musicale nelle provincie di Ivankiv e Polesie. A luglio 2019 dopo 2 mesi di preparazione di una missione nel Donbass, Massimo Bonfatti riceve minacce di morte da ultranazionalisti ucraini qualora non avesse desistito dal proposito di effettuare il viaggio umanitario previsto in settembre. Le minacce sono conseguenti alla sentenza italiana sul caso Markiv. Entambi i fronti in conflitto si lanciano accuse reciproche sulle provocazioni seguite alle minacce. Massimo decide allora di lanciare un forte segnale sospendendo cautelativamente tutti i progetti di Mondo in Cammino in Ucraina.

Massimo Bonfatti era amico personale di Yuri Bandazhevsky, Vera Politkovskaya, Akhmed Gisaev (difensore ceceno dei diritti umani, torturato), Shakhman Akbulatov (direttore di Memorial Grozny, in esilio in Francia), Dmitri Florin (giornalista russo indipendente esiliato in Finlandia), Arkadi Babchenko (scrittore), Ella Keseva (associazione per le vittime di Beslan), Svetlana Gannuskina (pluricandata al Nobel per la Pace), Ottavia Piccolo, Giorgio Fornoni. Ha collaborato con Moni Ovadia. Ha conosciuto Vasili Nesterenko, Natalia Estemirova ed è stata amico di Zarema Sadulaeva, la presidente dell’associazione di Grozny “Salviamo la generazione”, assassinata nel 2009.

Massimo Bonfatti era giornalista pubblicista, ha scritto diversi articoli per giornali italiani e esteri ed è autore del libro “Il naso lungo di Chernobyl”.

Ha ottenuto i diritti per la pubblicazione di due importanti inediti per l’Italia, entrambi pubblicati dalla Carlo Spera Editore per Mondo in Cammino: “Il Cesio radioattivo e la riproduzione umana” di Y. Bandazhevsky e “Cecenia, la guerra degli altri” di Anna Politkovskaya.

redazione

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