L’esempio dei fratelli Dematteis, ex allievi Bodoni

Fratelli-Dematteis-la-pancalera

Una soleggiata mattina all’insegna dello sport e dell’educazione sportiva ha accompagnato i liceali bodoniani, i quali hanno ospitato con calore ed entusiasmo gli atleti Bernard e Martin Dematteis, fratelli gemelli classe 1986, massimi esponenti della corsa in montagna, di cui sono dei veri e propri specialisti.

Si è infatti svolta fra le mura del Liceo Scientifico una conferenza gestita e presentata dagli stessi atleti, ex-alunni del Bodoni e fiore all’occhiello italiano, per ciò che riguarda la loro condotta sportiva, con due record all’attivo, una gara nazionale ed europea vinta e un posto fisso sul podio mondiale.

Alla conferenza, tenutasi nella palestra interna della scuola, hanno partecipato la maggior parte degli studenti, a simboleggiare l’affetto dello stesso istituto nei confronti dei suoi ex-allievi, tramite i quali il Liceo ottenne visibilità nazionale nei primi anni 2000, grazie appunto ad i risultati ottenuti dalla squadra sportiva d’allora, facente parte il duo Dematteis.

La presentazione ha inizio con una manciata di nozioni tecniche per spiegare ai profani in cosa consiste la corsa in montagna e presentare un video-introduzione dei mondiali in Galles, vinti dal duo piemontese nelle posizioni 2^ e 4^.

Una conferenza multimediale, interattiva, in cui gli atleti precisano e sottolineano l’importanza del rispetto reciproco, alla base di ogni disciplina sportiva e del disinteressamento dello sport stesso, che è aperto a tutti, senza tener conto di etnie, abilità o ceto sociale e soffermandosi sull’importanza dello stesso, che permette di crescere in un ambiente salubre, stimolante in quanto competitivo e che forma il carattere di ogni persona. Aspetti colti già dallo stesso Liceo Bodoni, che offre agli studenti una vasta scelta di sport, dallo sci e snowboard tipicamente invernali fino al nuoto ed al tennis, cercando anche di eccellere nell’atletica leggera e soprattutto immergendo gli scolari in un’atmosfera dedita al gioco di squadra, all’aiuto reciproco e all’amore per l’attività fisica, vista come strumento per combattere i malumori giovanili.

I fratelli Dematteis hanno avuto il ruolo simbolo per gli adolescenti saluzzesi, che hanno potuto sentire ed assimilare le idee e gli insegnamenti di atleti di tale calibro, capire l’importanza della lealtà e della forza d’animo, unici mezzi per raggiungere i propri obiettivi e soprattutto rendersi conto dell’onestà dei sopracitati, attivisti di punta nel programma anti-doping internazionale, ancora una volta all’insegna di uno sport pulito.

Uno spunto di riflessione e di crescita per tutti gli ascoltatori, i quali hanno potuto carpire l’importanza del sacrificio in ogni ambito per poter eccellere, tramite, ad esempio, la descrizione del sofisticato allenamento degli atleti piemontesi, comprendente oltre 200 km di corsa a settimana durante le stagioni calde, sintetizzabili in due allenamenti quotidiani, divisi in corsa, palestra e nuoto, unica disciplina, quest’ultima, che permette di mantenere il fisico in grado di sopportare il costante sforzo ed i traumi causati da esso. Il tutto accompagnato da un’alimentazione, ovviamente, equilibrata e sostanziosa, per poter affrontare al meglio le intense giornate. Ciò, inoltre, non solo permette di raggiungere risultati lodevoli, bensì aiuta a superare con grinta e determinazione le debolezze, i momenti più fragili e più cupi, caratteristici di ogni grande sportivo, infatti solamente tramite una dura disciplina corporea è possibile fortificare lo spirito: se si è allenati nello sport, lo si è anche nella vita quotidiana.

I temi trattati sono stati svariati ed apprezzati, da sottolineare l’attenzione ad un’innovazione rispettosa delle tradizioni, presentando un filmato per sostenere la lingua Occitana, parlata ed amata nelle valli piemontesi e dagli stessi gemelli, protagonisti appunto del video. Si è trattata, inoltre, la storia degli oratori, dagli albori della loro carriera ai giorni più recenti, quindi l’avvicinamento a questa disciplina sportiva attorno ai 15 anni per poi partecipare al primo mondiale, tenutosi in Nuova Zelanda, a 19 anni.

Di seguito alcune curiosità degli studenti richieste agli atleti:

Oltre alla corsa in montagna, praticate altri sport?”

Sì, partecipiamo a 4 diverse discipline di corsa, ad esempio corsa di resistenza sui 5000 e 10000 metri oppure corsa campestre e corsa su strada, mentre nella prossima primavera avremmo intenzione di esordire in una maratona, anche se l’allenamento per poterla affrontare al meglio dev’essere ancora adottato.” Risponde Bernard.

Da bambini quali sport avete praticato?”

Prima dei 15 anni, quindi dell’esordio nella corsa in montagna, abbiamo giocato per 5 anni a calcio, nel Valle Varaita di Venasca, nei ruoli di terzino sinistro ed ala destra, ottenendo risultati più che normali, per poi praticare i classici sport invernali. Dalla nostra abbiamo avuto la fortuna di nascere in una famiglia molto sportiva, nostro nonno, ad esempio, spesso ci portava in gite ciclistiche per l’Europa.” Rispondono i fratelli DeMatteis.

Quando avete compiuto il salto di qualità?”

Ci siamo resi conto di avere delle abilità durante le scuole superiori, periodo in cui fummo accostati ai professionisti e riuscivamo a gareggiare assieme a loro, con difficoltà e a ritroso, ovviamente, ma pur sempre riuscendo quasi ad eguagliarli. A 23 anni invece ne abbiamo avuto la conferma e abbiamo iniziato seriamente ad allenarci, per poter ottenere i risultati migliori negli anni a seguire.” Delucida Martin assieme a Bernard.

Quanto sono fondamentali la preparazione fisica e mentali in una gara? In quale proporzione dovrebbero coesistere?”

La preparazione fisica e mentale dovrebbero essere gestite in modo eguale, con una prevalenza per quanto riguarda la mentalità: spesso un fisico allenato senza la giusta convinzione non riesce ad ottenere stessi risultati e soddisfazioni di un fisico motivato da grinta e sicurezza.” Afferma Bernard.

Si conclude quindi una giornata ricca e stimolante, che ha avuto modo di migliorare la concezione dello sport agonistico degli adolescenti, spesso interpretato come luogo di insidia e malumori e soprattutto che ha incoraggiato gli studenti ad esprimere le loro potenzialità ed investire tutte le loro risorse al fine di eccellere, non tanto per prevalere sulla collettività, bensì per soddisfazione personale e per alimentare le proprie passioni.

Andrea Borghi

3^D – Liceo Scientifico G.B. Bodoni

redazione

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