Le ombre di Fabrizio Gavatorta raccontano la storia di Staffarda

Dal 23 aprile al 5 giugno 2016 presso l’Abbazia di Staffarda

staffarda-La Pancalera

 

All’interno della rassegna di mostre pittoriche “Il piacere dell’arte a Staffarda”, inaugurata nell’agosto 2015 con l’esposizione temporanea di opere del pittore Bruno Vallino (San Germano Chisone), la Fondazione Ordine Mauriziano  intende proseguire il ciclo ospitando l’artista Fabrizio Gavatorta (Savigliano).

Il progetto intende utilizzare spazi attualmente vuoti del borgo di Staffarda per ospitare allestimenti temporanei di artisti locali, al fine di valorizzare l’Abbazia di Staffarda, attirare nuovi pubblici e alzare il livello di immagine percepita del sito stesso, coinvolgendolo nel processo culturale del territorio di appartenenza.

L’Abbazia di Santa Maria di Staffarda, fondata dai monaci cistercensi attorno al 1135, circondata dalle splendide valli del Monviso, rappresenta uno tra i più importanti complessi monastici presenti in Piemonte. Attraverso le opere del pittore Fabrizio Gavatorta riprendono forma l’austera vita dei monaci e la silenziosa atmosfera religiosa nel chiostro, accompagnando l’ospite a riscoprire la spiritualità e il vero senso del luogo.

Mostra pittorica nel percorso museale di visita, “La vita in Abbazia : le ombre di Fabrizio Gavatorta raccontano la storia di Staffarda” ( Chiostro monastico, accesso subordinato all’acquisto del biglietto di ingresso  all’Abbazia di Staffarda)

Esposizione opere del pittore ( ex refettorio dei Monaci Conversi, accesso libero)

Dal 23 aprile al 5 giugno 2016. Orario 09.00/12.30 e 13.30/18.00, dal martedì alla domenica (chiuso il lunedì)

Abbazia di Staffarda, piazza Roma, frazione Staffarda, 12036, Revello(CN)

 

 

Fabrizio Gavatorta è soprannominato “Il pittore delle ombre”, i suoi quadri hanno in comune la rappresentazione di silhouette, completamente in ombra, sovrapposte a vasti paesaggi, quasi sempre dipinti con una minuziosa ricerca di tonalità accese e particolari, finalizzata a suscitare maggiore attenzione nell’osservatore, come è tipica intenzione delle varie forme pubblicitarie, alle quali questa ricerca “ New- Pop” si ispira.

Lavora a livello Internazionale e alcune sue opere sono inserite all’interno di importanti istituti museali in tutto il mondo.  La sua mostra pittorica “Black Shadow” sta facendo un tour Europeo, toccando l Parigi, Amsterdam, Londra, Madrid, Barcellona, Istanbul, Berlino, Bruxelles, Dublino e contemporaneamente fuori dall’Europa in Canada, Stati Uniti, Brasile, Argentina, Russia e Asia.

Le sue personali più recenti in Italia si sono svolte alla Sala della Provincia di Cuneo, al MotorVillage a Torino su invito della Fiat-Chrysler, a Venezia sul Canal Grande a fianco di Cà Pesaro ed alla Fondazione Prada.  Una sua opera è in esposizione permanente presso il polo-tecnosensioriale MÚSES  Accademia Europea delle Essenze,Savigliano (CN).

Ha partecipato alla “Biennale di Venezia” nel 2013 , Presidente della Associazione Itinerarte, e curatore artistico dell’omonima manifestazione che si svolge a Savigliano (CN) dal 2014, ha infine inaugurato nel 2015 una felice collaborazione con “Radiologicart”,una trasmissione radiofonica trasmessa su TrsRadio.
Nel 2016 gli è stato conferito a Firenze il Premio  Internazionale Leonardo Da Vinci per l’opera “Il Conforto”, a Varazze (SV) il Premio alla Carriera, a Monreale (PA) il Riconoscimento Internazionale di Artista nella Storia e infine a Milano il Premio Internazionale Tiepolo.

 

L’Abbazia di Staffarda è visitabile, tutto l’anno, dal martedì alla domenica, giorno di chiusura lunedì con orario 09.00-12.30 e 13.30-18.00.

Fondata dai monaci cistercensi nel 1135, l’Abbazia divenne presto fulcro della vita religiosa del Marchesato di Saluzzo e allo stesso tempo fiorente centro agricolo produttivo.

La severità della regola di San Bernardo pone come archetipi del pensiero cistercense la rinuncia assoluta ai paramenti sacri e alle decorazioni troppo sfarzose. A rispetto di queste regole l’Abbazia vede la propia architettura ruotare attorno a principi di semplicità, austerità, utilizzo di materiali naturali lasciati a vista come la pietra e il mattone e ricca simbologia religiosa.

Unica eccezione è costituita dalla maestosa pala d’altare del 1531 attribuita a Pascale Oddone, in legno scolpito policromo e dipinta con finiture dorate dedicata alla Vergine.

Nel 1750 con bolla pontificia l’Abbazia entra a far parte del patrimonio storico-culturale dell’Ordine Mauriziano di Torino, attuale proprietario.

Rimangono a testimonianza della austera vita dei monaci cistercensi la Chiesa, il refettorio, la sala Capitolare, il laboratorio,il mercato coperto, la foresteria e lo splendido chiostro immerso nella quiete.

Per maggiori informazioni  www.ordinemauriziano.it/abbazia-di-smaria-staffarda

 

redazione

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