Forte grandinata l’1 aprile a Poirino, Pralormo e nel saluzzese

Dopo oltre 110 giorni di siccità l’agricoltura piemontese subisce i danni del maltempo, a causa delle forti raffiche di pioggia e soprattutto delle grandinate che nel pomeriggio di venerdì 1 aprile hanno colpito vaste aree del territorio regionale. Nevicate fino a bassa quota, in Valle di Susa e nelle altre zone pedemontane, fino a Villar Perosa, alla periferia di Pinerolo e nell’alto Canavese, ma soprattutto grandinate intense, in particolare nel Torinese, Cuneese, Alessandrino e anche in provincia di Novara.

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Le grandinate più rovinose si sono registrate nel Basso Torinese – tra Chieri, Poirino, Pralormo, Carmagnola – nel Cuneese tra Fossano, Cervere, Bra, Cherasco, ma anche nel Saviglianese, nel Saluzzese nella zona di Revello e a Cavour in provincia di Torino.  Altri grandinate si segnalano nel Casalese, in provincia di Alessandria.

Spiega Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte: «Le precipitazioni si sono rivelate particolarmente violente a Pralormo. Sono scesi chicchi di grandine grossi come uova».

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, evidenzia che «le colture maggiormente danneggiate sono gli orti in pieno campo e i frutteti. Gli alberi da frutto in questo periodo hanno i germogli molto teneri».

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Stando ai primi sopralluoghi effettuati dei tecnici di Confagricoltura nelle pianure tra il Torinese e il Cuneese, i danni provocati dal maltempo non dovrebbero essere rilevanti. «Le grandinate generalmente si abbattono su aree circoscritte – dichiara Ercole Zuccaro, direttore di Confagricoltura Piemonte – e in base ai rilievi i frutteti danneggiati sono pochi; sono state colpite le piante in fioritura ma, per il momento, le produzioni non sono in pericolo».

La primavera, soprattutto quest’anno, è una stagione che non lascia tranquilli gli agricoltori.

«Le preoccupazioni maggiori per i frutticoltori sono legate al gelo – spiega Michele Ponso, presidente nazionale dei frutticoltori aderenti a Confagricoltura e imprenditore agricolo a Lagnasco – perché in qualche zona la notte scorsa la temperatura è scesa sotto lo zero e alcune aziende hanno attivato gli impianti antibrina, azionando i ventilatori o accendendo fuochi nei frutteti. Per le prossime notti – continua Ponso si prevede ancora freddo intenso, fino a mercoledì; se il cielo dovesse rasserenarsi il rischio di gelate permarrà alto».

Marco Bruna, agrotecnico, direttore zonale di Confagricoltura nel Saluzzese, chiarisce che «la notte tra sabato e domenica sono state accese le candele antigelo a scopo precauzionale; per fortuna le temperature sono state poco al di sotto dello zero e un annuvolamento del cielo ha favorito un rialzo delle colonnine. Tra i frutticoltori è ancora vivo il ricordo della gelata dell’8 aprile scorso, quando un improvviso abbassamento delle temperature ha provocato enormi danni agli impianti».  

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, torna sul tema delle assicurazioni. «Finora le produzioni coperte dai rischi sono poche, anche perché i costi sono molto elevati, così come le franchigie in caso di danno: Confagricoltura si sta confrontando con le compagnie assicurative – aggiunge Allasia – per trovare una soluzione che consenta di proteggere le imprese a costi accettabili».

redazione

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