Un viaggio che attraversa continenti e culture, quello di Delia Peña, anima e titolare della scuola Helen Doron English di Moretta. La sua è una storia di passione per le lingue e di coraggio, che l’ha portata dal Perù agli Stati Uniti e infine in Piemonte, dove ha realizzato il sogno di creare un luogo in cui i bambini possano imparare l’inglese in modo naturale e divertente.
Delia, partiamo dall’inizio: quando è nata la sua passione per le lingue?
«Già da ragazzina, quando invitavo a casa chi arrivava dall’estero, per avere un contatto diretto con altre culture. Per me era un modo spontaneo di imparare e di aprirmi al mondo».
Dopo gli studi in traduzione e interpretariato in Perù, ha scelto di trasferirsi negli Stati Uniti. Che esperienza è stata?
«Fondamentale. Lì ho vissuto a stretto contatto con la lingua, lavorando con i bambini e praticando l’inglese ogni giorno. È stato un cambiamento radicale, che mi ha arricchita non solo professionalmente ma anche personalmente».
Negli Stati Uniti ha conosciuto suo marito e insieme avete deciso di trasferirvi in Italia. Com’è stato l’impatto con una nuova lingua e una nuova cultura?
«All’inizio molto difficile. Ricordo che non sapevo dire nemmeno “buongiorno” in italiano. Ma non mi sono mai fermata: ho studiato, mi sono integrata e ho costruito passo dopo passo il mio futuro. L’inglese, però, è rimasto nel cuore: è la lingua che amo e che voglio trasmettere».
Da questa convinzione è nata la scuola Helen Doron English di Moretta. Qual è il metodo che applica con i bambini?
«Piccoli gruppi, tanto gioco e movimento, ascolto ripetuto e rinforzo positivo. Non basta aprire un libro: i bambini devono vivere la lingua, toccarla con mano, cantare, ballare, divertirsi. È così che imparano davvero».
Oggi la scuola è diventata per lei qualcosa di molto personale. Come la descriverebbe?
«La considero come un quarto figlio. Ci ho messo anima e corpo. Non ho la pretesa di aver cambiato il mondo, ma ho costruito il mio, e questo per me ha un valore immenso».







