Covid, chiesa: tornano a suonare le campane di tutta Carmagnola

Mons. Nosiglia invita tutta la regione a pregare il Rosario sabato 7 novembre

Torna l’incubo Coronavirus in tutta Italia e non solo, con il Piemonte che continua ad essere tra le regioni più colpite dalla pandemia. Le parrocchie di Carmagnola tramite un comunicato preparato dai parroci don Giovanni Manella, don Dante Ginestrone e don Iosif Patrascan hanno annunciato che torneranno a suonare tutte le sere le campane delle chiese di tutta l’unità pastorale 53 di Carmagnola.

Già durante la prima ondata di Covid le parrocchie si erano impegnate a ricordare a tutti di intensificare le proprie preghiere per i malati, per le persone che li curano e «per chiedere al Signore di aiutarci in questo momento difficile».

Durante la prima ondata era stato rinnovato il Voto all’Immacolata. A borgo Salsasio la parrocchia a settembre aveva anche proclamato un particolare affidamento alla propria Patrona, la Madonna della Mercede.

Il campanile di borgo Salsasio
Il campanile di borgo Salsasio

Le campane suonano alle ore 19

Ora, in piena emergenza per la seconda ondata di Coronavirus e in vista della solennità cittadina dell’Immacolata Concezione, il clero carmagnolese vuole rinnovare l’invito a intensificare la preghiera e lo fa, come già a marzo, suonando tutte le sere alle 19 in contemporanea le campane delle chiese di tutta la città.

«Le campane di tutte le parrocchie di Carmagnola suoneranno a distesa ogni sera alle ore 19, il suono dell’Ave Maria per la preghiera dell’Angelus, per chiamare a raccolta la popolazione contro questo nuovo ritorno della pandemia. Un suono di speranza che si diffonde nella città per i vicoli del centro e per le stradine dei borghi. È un messaggio universale, anche per chi religioso non è» spiegano i parroci di Carmagnola. Proseguono: «Ogni persona, ogni famiglia, ascoltando le campane si potrà raccogliere un attimo insieme in preghiera con un’Ave Maria, con la preghiera dell’Angelus, con una preghiera personale, con un momento di silenzio per chi non crede o con una propria preghiera per chi è di un’altra religione».

L’invito dell’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia

Anche l’Arcivescovo di Torino Mons. Cesare Nosiglia ha inviato una lettera dove ha indetto per sabato 7 novembre la recita in tutto il Piemonte del santo Rosario prima della Messa vespertina per pregare uniti, ognuno dalla propria parrocchia o dalla propria casa, a tutta la diocesi e la regione in questo momento di piena pandemia.

«Chiedo di promuovere questa preghiera secondo lo schema offerto dall’Ufficio Liturgico diocesano, che comprenda dunque la recita del santo Rosario con la conclusione della recita della preghiera che abbiamo a suo tempo indicato come diocesana, e la santa Messa, in modo da unire insieme in una catena la nostra supplica al Signore, ai Santi patroni delle nostre comunità e a Maria santissima in particolare. Per impetrare la grazia di liberarci da questa pandemia, dare forza e speranza ai malati di questo virus, sostegno alle loro famiglie, aiuto agli operatori sanitari e ai cappellani degli ospedali e case di riposo». Questo l’invito dell’arcivescovo metropolita Nosiglia.

Ivan Quattrocchio

redazione

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