Rifiuti, approvata ieri la nuova legge regionale, prevede un Ato unico

Punta su ambiente ed economia circolare. L’assessore regionale Marnati: ricerca e innovazione con i nostri atenei, con il Politecnico di Torino

Riorganizzare la delicata e complessa “partita” dei rifiuti con un triplice obiettivo: rafforzare la governance, spingere sulla raccolta differenziata e creare impiantistica che permetta al Piemonte di diventare autonomo. In una parola: puntare sull’ambiente e sull’economia circolare. Queste le finalità della legge approvata il 3 febbraio in Consiglio regionale. Prevede la creazione di un Ato unico (Ambito Territoriale Omogeneo) e sub-ambiti di area vasta, ovvero gli attuali consorzi. All’Ato spetterà l’approvazione del piano per l’avvio del trattamento dei rifiuti, la realizzazione degli impianti sulla base delle esigenze di riutilizzo, recupero e smaltimento.

Ci saranno 21 consorzi autonomi

L’iter della legge, fortemente voluta dall’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, era iniziato un anno fa: «La legge c’era già – commenta Marnati – Noi, raccolte le criticità emerse sul territorio, come quelle che bloccavano il processo di accorpamento dei consorzi, l’abbiamo aggiornata. Ci saranno 21 consorzi autonomi di area vasta e avremo una governance forte. La partita dei rifiuti non è solo una questione ambientale ma anche economica, ci saranno nuovi investimenti, nuove assunzioni. Dovremo creare impianti a chilometri zero perché abbiamo bisogno di non dipendere da altri, siano essi in regione o al di fuori».

Gli obiettivi della differenziata

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Imballaggi in plastica. Immagine di repertorio

Due dunque gli imperativi: puntare sul raggiungimento degli obiettivi della raccolta differenziata (obiettivo del 65% previsto dalla Ue, ci sono consorzi già vicini al 70% ed altri meno, come Torino, che ha recentemente superato il 50%) e l’abbassamento, entro il 2025, del quantitativo di rifiuti indifferenziati prodotti pro capite, fissato in 126 Kg per abitante (limite fissato a 159 per Torino) e spingere sul riutilizzo di quei rifiuti che non si possono differenziare «a recupero energetico – sottolinea Marnati – con la realizzazione di termovalorizzatori sicuri e di ultimissima generazione».

Economia circolare

«La Regione – aggiunge – fa proprio il concetto di economia circolare incentivando lo scambio o la cessazione gratuita di beni per il loro riutilizzo. Abbiamo presentato numerosi progetti a valere sul Recovery Fund per il miglioramento dell’impiantistica regionale. L’obiettivo comunque è quello di arrivare a differenziare il più possibile».

«Ripartiamo. E ripartiamo con una governance regionale. Il Piemonte – conclude l’assessore – diventerà più indipendente, punteremo sulla ricerca e sull’innovazione, creeremo impiantistica per riciclare la plastica e cercheremo nuove soluzioni per l’industria per produrre materiali riciclabili; e lo faremo con i nostri atenei, con il Politecnico di Torino».

redazione

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