3600 luci per l’albero di Natale nei giardini della Chiesa di Sant’Agostino

Non avendo potuto dedicarsi a numerose iniziative previste tra il paese africano e Carmagnola, a causa delle limitazioni relative alla pandemia, l’Associazione Crescere Carmagnola ha deciso di restituire alla propria città l’affetto di cui è sempre stata destinataria, mettendosi a disposizione per lavori utili alla comunità.

Per questo motivo, in accordo con il Comune di Carmagnola, l’Associazione ha “adottato” l’area verde posta dietro la Chiesa di Sant’Agostino, monumento nazionale, bellissimo esempio di arte ed architettura gotica, cuore storico e culturale della città e porta di ingresso al centro storico.

Foto di Filiberto Alberto

Oltre ai lavori di manutenzione e di rifacimento del giardino, in occasione delle festività natalizie è stato addobbato nel centro dello stesso un albero alto più di 5 metri con 3600 luci ed è stato allestito un presepe a grandezza naturale, riproducente i personaggi di un presepe storico napoletano del ‘400, il tutto accompagnato da un sottofondo musicale che induce alla contemplazione ed a far provare il calore natalizio.

Si respira un’aria di festa e di emozionante raccoglimento e sono davvero numerosissime le persone, soprattutto i bambini, che ad ogni ora del giorno si fermano anche solo per pochi istanti ad ammirare il presepe e il gioco di luci, godendo della vera gioia del natale da ritrovare, ancora di più quest’anno, nella semplicità di una capanna e nell’amore di un bambino che nasce.

L’Associazione Crescere Insieme Carmagnola

“Crescere Insieme Carmagnola” è un’associazione di volontariato sociale che da più di vent’anni opera in Kenya nel distretto di Meru ed è impegnata in vari progetti a favore dei più bisognosi, soprattutto bambini.

L’Associazione è stata costituita nel 2004 ma è operante dal 2000 e, grazie all’aiuto di benefattori, volontari e numerosi amici, ha avviato e sta portando avanti varie iniziative sociali ed assistenziali, tutte volte a portare direttamente aiuti sul posto e ricorrendo a manodopera locale, con il fine di aiutare le persone in difficoltà nell’importante opera di ricostruzione dell’identità territoriale e garantire loro un sostentamento, anche a livello famigliare.

redazione

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