25 anni per il ciapinabò di Carignano

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La Sagra, che si svolge dal 7 al 9 ottobre, dopo tre giorni di degustazioni, mostre e musica, si chiuderà con lo spettacolo “Emozioni pirotecniche”
CARIGNANO
La Sagra del Ciapinabò compie 25 anni. «Una ricorrenza importante – spiega Roberto Brunetto presidente del Comitato Manifestazioni che si occupa dell’organizzazione dell’evento –  che non vuole essere un traguardo ma un punto di partenza per un’ ulteriore crescita, e si propone quale ottimo connubio tra i vari aspetti del mondo contadino. Nessuno immaginava una crescita così impetuosa, anche nei numeri: solo l’anno scorso abbiamo consumato 700 chilogrammi di ciapinabò grazie all’affluenza di ben 30.000 visitatori. Una crescita che ha segnato anche una decisa evoluzione del prodotto, non più come tubero spontaneo, ma coltivato da aziende agricole che lo hanno messo sui mercati di tutto il Piemonte».
Sottolinea la crescita della manifestazione il sindaco di Carignano Giorgio Albertino: «Negli anni abbiamo assistito a una crescita costante dell’interesse e della partecipazione non solo dei Carignanesi ma anche degli abitanti dei paesi vicini, portando migliaia di visitatori nella nostra città, valorizzando sia la produzione agricola che il commercio e creando un’occasione per far riscoprire le bellezze architettoniche di Carignano. Possiamo dire che la Sagra è diventata un appuntamento imperdibile dell’autunno carignanese; organizzata dal Comitato Manifestazioni, coinvolge le attività commerciali, i coltivatori e gli allevatori, ma anche l’Istituto Alberghiero Norberto Bobbio, tutte le Istituzioni e le Associazioni di Volontariato che a ogni edizione danno il loro prezioso contributo per la buona riuscita dell’evento. Mi è quindi doveroso ringraziare tutti coloro che si impegnano e collaborano per il successo della Sagra, certo che avrà sempre maggior successo e che sarà una vetrina importante per Carignano e le sue attività commerciali e produttive».
Gli organizzatori erano partiti, venticinque anni fa, in una piccola via di Carignano con un banchetto allestito per qualche ora con una decina di chili di bagna càuda e un cestino di ciapinabò raccolti nei campi. L’appuntamento è proseguito così per qualche anno, abbinato a qualche bancarella di abbigliamento, a un raduno o una caccia al tesoro. Col passare del tempo è diventato una mostra-mercato, con prodotti tipici di qualità, distribuito su più giorni, sempre ad ottobre. La “Mostra bovina della razza frisona”, abbinata alla Sagra del Cipainabò, ha dato una svolta importante alla manifestazione, coinvolgendo tutto il mondo agricolo. «È stata una mossa vincente – commenta Brunetto – per l’occasione abbiamo creato una piccola stalla, con 70 capi di bovini, sotto l’ala coperta di piazza Savoia. Insieme alla mostra bovina è poi stata organizzata la transumanza, un avvenimento facile da vedere in montagna ma inconsueto in pianura: ed è curioso osservare tutt’ora la gente che segue il corteo al suono dei campanacci». Con questa formula, le piazze cominciavano a diventare piccole, i visitatori crescevano, giungevano i primi riconoscimenti e diventava grande anche l’interessamento nei confronti del tubero, che faceva la sua comparsa in televisione nelle trasmissioni di cucina. Così, quella di Carignano è diventata l’unica Sagra Italiana del Ciapinabò, cresciuta fino ad ottenere il riconoscimento di Sagra Regionale.
Sul ciapinabò è nato un progetto di studio che coinvolge l’Istituto alberghiero di Carignano e Slow Food, per approfondire le qualità del tubero che ora viene utilizzato in diversi campi, dall’alimentazione alla produzione di bioetanolo.
Piatto nato a Carignano e presentato durante la Sagra è il Ciafrit, fette sottili di ciapinabò infarinate e messe a friggere, al pari delle patatine. Durante la manifestazione da un paio d’anni si svolge anche un laboratorio di show cooking, in piazza San Giovanni, con la partecipazione di alcuni chef stellati che preparano specialità a base di ciapinabò. Quest’anno sarà arricchito da un concorso riservato agli allievi dell’Istituto alberghiero: una decina di chef prepareranno un piatto, ancora da stabilire, e verranno giudicati da una qualificata giuria di giornalisti specializzati nel settore. Nell’edizione di quest’anno della Sagra (7-9 ottobre) non mancheranno i momenti musicali e culturali, per arricchire il calendario degli avvenimenti collaterali. La domenica sera, a conclusione di questa importante edizione della manifestazione, ci sarà uno spettacolo molto suggestivo chiamato “Emozioni pirotecniche”, con luci e suoni nella chiesa di San Remigio, una costruzione dell’anno Mille – in fase di restauro – dedicata al patrono di Carignano: un evento offerto dalla ditta Panzera di Carignano, con il patrocinio del Comune e dall’Associazione Pro San Remigio.

redazione

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