Virle chiede il rimborso dei mancati trasferimenti del 2013

Mattia-Robasto-la-pancalera

VIRLE PIEMONTE

A seguito della sentenza 129/2016 della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio e dei trasferimenti erariali ai Comuni per l’anno 2013 (art. 16, comma 6, del decreto legge 6 luglio 2013, n. 95), ha preso posizione il sindaco di Virle Mattia Robasto: «Il decreto legge che la Suprema Corte ha bollato come incostituzionale mi pare in primo luogo discriminatorio dal punto di vista politico poiché coinvolge le sole Regioni a statuto ordinario, senza toccare le Regioni a statuto speciale, alcune delle quali rappresentano casi di spreco e sperpero di denaro pubblico da manuale. La Corte Costituzionale si è poi espressa in maniera inequivocabile con alcune considerazioni in diritto, impossibili da non condividere, sul decreto legge che è stato dichiarato illegittimo poiché, in aggiunta ad altre mancanze, non ha previsto una fase di confronto proprio con gli Enti locali per addivenire alla scelta di taglio dei trasferimenti che per ovvi motivi doveva essere il più condivisa possibile».
La Giunta Comunale di Virle Piemonte ha quindi deliberato di richiedere un rimborso al Ministero dell’Economia e delle Finanza per i mancati trasferimenti. Spiega ancora il sindaco Robasto: «Per il Comune di Virle il taglio è ammontato a più di 25.000 euro per l’anno 2013 per i quali, in attuazione della deliberazione della Giunta, richiederò il rimborso nel corso di questa settimana al Ministero competente affinché sia chiaro che i Comuni, specie quelli piccoli e virtuosi, non possono continuare a sostenere il peso di uno Stato che invece di coinvolgerli nelle scelte che li riguardano, li utilizza prima come esattori di tasse e poi come bancomat per le necessità contingenti. I soldi che richiediamo – conclude il Sindaco – sono soldi dei virlesi che meritano di rimanere sul territorio ed essere spesi per migliorare i servizi  e la vivibilità locale senza rischiare di perdersi nelle voragini romane».