Il nostro viaggio, il nostro esilio

Il nostro viaggio, il nostro esilio” è il titolo dello spettacolo che sabato 15 luglio, alle ore 16.00 alla Castiglia di Saluzzo metterà in scena ilGruppo giovani della chiesa valdese di Pinerolo per presentare il viaggio che, con partenza il 21 luglio alle 9 dal piazzale di fronte alla Castiglia, vedrà il Gruppo percorrere a piedi, in 15 giorni sul tracciato delle “Strade dell’esilio dei valdesi”, i 350 chilometri che separano Saluzzo da Ginevra.

Andare a piedi da Saluzzo a Ginevra sui passi dei circa 3.000 valdesi deportati nel 1687 per motivi di religione dal duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Questo si propongono cinque giovani della Chiesa valdese di Pinerolo (Daniele, Giacomo, Federico, Anna e Chiara) che partiranno il 21 luglio prossimo dalla Castiglia di Saluzzo (una delle 14 prigioni in cui nel 1686 furono rinchiusi 12.000 valdesi, e da dove nove mesi dopo i 3000 superstiti partirono verso l’esilio nei paesi protestanti del nord Europa).

L’iniziativa però non è “solo” un trekking: vuole essere anche un modo per riflettere sulla memoria, sulle migrazioni, sui diritti delle persone. Per resentare l’iniziativa e raccontare i fatti storici che stanno dietro all’itinerario culturale europeo “Le strade dei valdesi” il gruppo ha predisposto uno spettacolo/narrazione dal titolo Il nostro viaggio, il nostro esilio, fatto di letture e musiche, che verrà presentato il 15 luglio alla sala conferenze della Castiglia con inizio alle ore 16.

Abbiamo deciso di costruire uno spettacolo – dicono i ragazzi del gruppo di Pinerolo – che narrando una vicenda storica possa far riflettere riguardo a tematiche vicine al nostro quotidiano. Migrazioni forzate, persecuzioni, intolleranza sono infatti questioni in primo piano nei nostri giorni, e speriamo di offrire attraverso il nostro spettacolo e il nostro viaggio degli spunti di riflessione utili a chi incontreremo”.

Lo spettacolo sarà presentato a Saluzzo e poi replicato nel corso del viaggio anche in alcuni altri luoghi del percorso (Scalenghe, Novalesa, Ginevra); un modo per condividere e riflettere su una memoria che è quanto mai attuale.

Alcune note sullo spettacolo “Il nostro viaggio, il nostro esilio”

È il 1686 e il duca di Savoia Vittorio Amedeo II segue il re di Francia Luigi XIV nelle persecuzioni contro i protestanti. Le Valli Valdesi vengono svuotate e i loro abitanti vengono imprigionati in 14 carceri sparse per tutto il Piemonte. Tra questi, a Saluzzo, il protagonista della nostra storia durante il periodo di prigionia fa conoscenza della Ragazza dal Nastro Giallo, con la quale stabilirà un forte legame spezzato dalla partenza verso la Svizzera.

Nel momento in cui il duca di Savoia decide per l’esilio dei Valdesi verso i paesi protestanti, il giovane protagonista si vede costretto a camminare verso un futuro incerto senza più nessun appoggio: si sforzerà, durante tutto il cammino, di ritrovare quel punto fermo che aveva riconosciuto nella Ragazza, ma che gli è stato portato via. Arrivato a Ginevra si troverà a pensare con nostalgia al mondo che si è lasciato alle spalle, ben consapevole di non poterlo più ricostruire.

Qualche notizia in più su “Le strade dei valdesi”

Le strade di valdesi e degli ugonotti sono dal 2013 uno degli Itinerari culturali europei riconosciuti dal Consiglio d’Europa (al pari della via Francigena, di Santiago de Compostela, delle vie di Mozart, della via dei Fenici e di un’altra ventina di percorsi storico culturali) e “raccontano” dell’esilio a cui furono costretti i Riformati francesi e i valdesi a seguito della revoca da parte del re di Francia Luigi XIV dell’editto di Nantes e dei fatti che seguirono. Narrano anche, con un percorso di 1.800 chilometri (che da Saluzzo in Italia e da Poet Laval in Francia arriva in Germania attraverso la Svizzera), dell’accoglienza, della solidarietà e delle strategie messe in campo all’epoca in Svizzera e in Germania per garantire i diritti a quelle persone costrette all’esilio per motivi di religione.

Per maggiori informazioni: www.lestradedeivaldesi.it

La Fondazione Centro Culturale Valdese, che ha sede a Torre Pellice (To) dove gestisce la Biblioteca e gli archivi storici della Chiesa valdese ed il museo valdese, è capofila per l’Italia dell’itinerario culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa “Le strade dei valdesi e degli ugonotti”. L’itinerario, per quel che riguarda il nostro Paese, racconta l’esilio/deportazione dei valdesi avvenuta ad opera delle truppe del duca di Savoia nel 1687 (il percorso parte da Saluzzo per giungere a Ginevra) e il Glorioso Rimpatrio dei valdesi che nel 1689 rientrarono in armi nelle loro valli riprendendosi il diritto ad esistere sulle loro terre (in questo caso il percorso parte da Ginevra per giungere a Bobbio Pellice alle Valli Valdesi).

redazione

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