Lombriaschesi al fronte

Cimeli e ricordi nella mostra sulla Prima Guerra Mondiale

Bianchi-modello-1912-la-Pancalera

LOMBRIASCO – È stata una domenica piovosa, ma la mostra allestita nella chiesa di San Sebastiano “1914-1918 la guerra dei nostri nonni” ha visto un flusso continuo di visitatori. Allestita in occasione nel centenario dello scoppio della Prima Guerra Mondiale, è la prima ad essere stata aperta in Piemonte per celebrare questa ricorrenza, spiegano gli organizzatori.

Allestita da una decina di volontari della Pro Loco, l’esposizione richiamava subito l’attenzione per la presenza di una trincea, percorribile a piedi da chi accedeva alla mostra, immersa in un’atmosfera nebbiosa con una mitraglietta Fiat Revelli modello 1914 puntata tra il filo spinato. Alberto Capello e Andrea Pederzani (Pro Loco Lombriasco) illustravano poi ai visitatori gli oggetti esposti, appartenuti a lombiaschesi e pervenuti fino a noi a testimonianza di quei difficili anni: una bandiera regia originale, medaglie al valore, abbigliamento militare, elmetti, scarponi, maschere, munizioni, attrezzi vari, persino due ruote di un cannone. Ma soprattutto emozionava leggere le lettere autentiche che si sono scambiate due fratelli lombriaschesi, Francesco e Luigi Robasto, comunicandosi al fronte informazioni su familiari e amici. Franscesco morì l’8 agosto 1918 a Pistoia a seguito di una cancrena per la mancata amputazione di un piede; le sue ossa, recuperate grazie all’interessamento della nipote Bruna Gioannetti riposano ora al cimitero di Lombriasco. Luigi venne congedato alla fine del conflitto e ritornò a Lombriasco.

Il clima davvero difficile di quegli anni è testimoniato, oltre che da numerose e drammatiche foto scattate al fronte, anche da una bicicletta Bianchi, modello del 1912, usata al fronte: 14 chili, era pieghevole e poteva essere portata a spalle con delle cinghie; le ruote erano dotate di gomme anti-foratura, ammortizzatori anteriori e posteriori; fucile legato al telaio. Un battaglione ciclisti era stato costituito nel 1907 e nel 1910 fu definitivamente ufficializzato nel reggimento dei bersaglieri.

Un filmato di un’ora e mezza, montato con estratti estrapolati da ben 42 film e proiettato all’interno della mostra, racchiude l’essenza della Prima Guerra Mondiale nei suoi eventi principali.

«È stato un grosso lavoro di ricerca, oltre che di lavoro fisico – ha commentato Andrea Pederzani – Idee ne avremmo avute ancora molte, ma è mancato il tempo per poterle realizzare entro la data prevista per l’apertura della mostra». L’esposizione è ancora aperta; gli organizzatori vorrebbero avere in visita soprattutto delle scolaresche, in modo che venga tramandato ai giovani il ricordo degli anni difficili vissuti dai nostri nonni.

Per la prenotazione delle visite contattare il Comune o la Pro Loco di Lombriasco.

Irene Canova