Il Giorno della Memoria, immagini a Vinovo

27 GENNAIO – GIORNO DELLA MEMORIA

(R)esistere per immagini. Germano Facetti dalla rappresentazione dei lager alla storia del XX secolo”

Castello Della Rovere – 27 gennaio/5 febbraio

GIORNO-DELLA-MEMORIA-LA-PANCALERA

VINOVO

“Noi non volevamo vivere e testimoniare, ma vivere per testimoniare” afferma Primo Levi nella prefazione all’adattamento teatrale di Se questo è un uomo. Questo stesso imperativo guidò anche il giovanissimo Germano Facetti nel documentare con disegni e altre immagini gli orrori visti e sofferti a Mauthausen-Gusen dal febbraio 1944 al maggio 1945. Ma ben presto egli chiuse quelle testimonianze in una ‘scatola gialla’ di carta fotografica Kodak e tacque per mezzo secolo. Visse una vita artistica e professionale molto intensa, lavorando per vent’anni a Londra, dove si affermò come grafico d’avanguardia,a contatto con le più innovative esperienze internazionali.

Solo alla fine degli anni Novanta egli aprì per il pubblico la ‘scatola gialla’ e parlò della sua esperienza. Lo fece innanzitutto partendo dai suoi antichi disegni e documenti, allargando però la visuale al tema delle guerre e della violenza nella storia del Novecento, attingendo all’imponente archivio di immagini che aveva raccolto nella sua vita professionale e che andava ordinando nei suoi ultimi anni in questa nuova prospettiva. L’esigenza di trasmettere il suo messaggio lo indusse a donare il suo archivio di oltre 22.000 immagini all’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” poco prima della sua morte, avvenuta l’8 aprile 2006.

La mostra ricostruisce la figura di Facetti in qualità di testimone della Deportazione oltre che  di grafico e di artista, e i rapporti fra le due dimensioni.

3 sezioni tematiche:

Sopravvivere: la deportazione a Mauthausen – Gusen I e il ritorno a Milano. La scelta del silenzio.

Il bisogno di comunicare ha attraversato la mia vita come una sorta di filo rosso: sono stato internato in un lager per aver attaccato volantini che parlavano di libertà, nel campo di concentramento mi sono salvato anche perché mi sono imposto d’interpretare i gesti, imparare qualche parola di tedesco, difendere il diritto di scambiarci i nostri pensieri di uomini, anche se affidati a quadernetti cuciti col fil di ferro”.

Vivere: la ricca esperienza di Facetti nell’avanguardia europea, prevalentemente a Londra (1950 – 1972) e i primi contatti con il cinema francese (Parigi 1959 – 1960). L’intima elaborazione dell’esperienza concentrazionaria vissuta.

Io ce l’ho fatta, a sopravvivere prima e poi a vivere; è stato un tempo meraviglioso, c’era tanto lavoro davanti a noi. Un’eterna primavera. Un’improvvisa voglia di rivivere. Era finita l’epoca in cui la verità era soffocata”.

Testimoniare: il bisogno di raccontare “per portare evidenza” attraverso i suoi disegni eseguiti nel 1944 e mai mostrati, diventa urgente dopo la morte dell’amico Lodovico Belgiojoso.

L’angoscia era la ragione per tenere chiusa la scatola per anni e anni. Ma non posso passare l’esistenza guardando questi libri. Escono adesso, con ritardo e perché mi dicono che sono fra gli ultimi. E poiché mentre muoiono i testimoni o si suicidano,vale la pena di aprir la scatola e aver un altro incubo, se vogliamo… visto che li ho aperti,visto che in sostanza sono alla conclusione dell’esistenza, prima di scomparire come gli altri farne qualcosa, portare evidenza.

La mostra è completata dal documentario appositamente realizzato: “Antiutopia. Mauthausen – Gusen 1944-1945. Germano Facetti e Aurelio Sioli”, di Paolo Ranieri, 2006 (29’).

La mostra sarà aperta al pubblico nel seguente orario:

Giovedì e venerdì 15-18.30

Sabato e domenica 9.30-12.30 e 15-18.30

Inaugurazione venerdì 27 gennaio ore 21

Interviene il Prof. Bruno Maida con la presentazione, in anteprima, del suo ultimo libro “I luoghi della Shoah in Italia”.