C.I.S.A.31: Bilancio a conclusione del Piano di Zona

CARMAGNOLA – Tempo di bilanci per il Piano di Zona 2011-2013, giunto alla sua conclusione. Nel corso dell’assemblea di aprile sono state analizzate le azioni intraprese nell’ambito dello strumento individuato dalla legge 328/2000, che prevede la realizzazione di un programma integrato di interventi e servizi sociali, assistenziali e sanitari rivolti alla cittadinanza. La crisi che sta attanagliando il nostro Paese non ha risparmiato l’attività degli Enti Locali: a fronte di un aumento delle richieste di aiuto, di diversa natura, che i cittadini hanno posto sia direttamente agli Amministratori, sia ai tecnici dei servizi sociali, comunali e dell’A.S.L.TO5, si è verificata una diminuzione dei flussi di finanziamento dallo Stato e dalla Regione.
«In occasione dell’approvazione dello strumento programmatorio – sottolineano i Sindaci del C.I.S.A.31 – già si percepivano alcune avvisaglie sull’incombente fase di contrazione delle risorse disponibili. Pertanto, erano stati individuati pochi ma significativi obiettivi sulla base, di fatto, di tre criteri: la complessità e l’urgenza della problematica che originava il bisogno, la necessità di un investimento economico limitato o nullo, la fattibilità e la realizzabilità, grazie alla disponibilità dei partner necessari».
La partecipazione ai tavoli tematici è stata rilevante, con 129 iscritti (47 al Tavolo Minori, 42 al Tavolo Adulti e 40 al Tavolo Anziani), mentre sono stati 12 gli obiettivi prioritari, tra quelli presentati, approvati dal Tavolo politico istituzionale, così ripartiti: quattro nell’area minori e altrettanti nell’area adulti e nell’area anziani.
«Dei dodici progetti citati – afferma Clara Genesio, direttore del C.I.S.A.31 – ad oggi ne sono stati realizzati totalmente o parzialmente undici: l’attuazione dell’azione “Progetti ad hoc” per gli anziani non è stata possibile a seguito di un cambiamento legislativo in campo sanitario, intervenuto successivamente all’approvazione del Piano».
Sulla questione dei minori, che ha affrontato il tema della famiglia e delle sue funzioni, si è agito su più fronti, dal sostegno alla genitorialità, alla prevenzione del disagio giovanile, ai rapporti interpersonali e alla partecipazione di soggetti disabili oppure stranieri alle attività proposte. A questo proposito un’azione, messa in essere dal comune di Carmagnola, ha coinvolto una ventina di giovani, i quali, dopo un’attività formativa, hanno collaborato con il comune nell’abbellimento di alcune zone della città, ad esempio tinteggiando le panchine e abbellendo le fioriere. Per quanto riguarda gli adulti, le azioni erano mirate soprattutto ai problemi del lavoro e della casa. è stato stilato un elenco delle attività produttive dove indirizzare le persone alla ricerca di una collocazione. Sul tema della casa, la mancanza di risorse economiche per supportare le iniziative non ha consentito il raggiungimento degli obiettivi, gettando però le basi per un intervento futuro e rilanciando il ruolo dei comuni quali interlocutori dei cittadini. Le ultime azioni hanno riguardato gli anziani: un’esperienza più che positiva, segnata dalla collaborazione dei vari soggetti operanti sul territorio. Sono state previste attività a sostegno della domiciliarità, per consentire agli anziani di rimanere nella propria abitazione: e per questo erano previste sia la flessibilità dei “ricoveri di sollievo”, sia le cure a domicilio e quindi il rafforzamento del rapporto tra strutture sanitarie e territorio. È stato affrontato, infine, il tema della “Geragogia”, con la realizzazione di serate pubbliche nei vari comuni, durante le quali alcuni medici dell’A.S.L.TO5 hanno affrontato le tematiche connesse al buon invecchiamento.
Conclude il Presidente del C.I.S.A.31: «Il percorso è stato realizzato con una buona partecipazione da parte di tutti i partner, con una positiva integrazione tra l’area sociale, quella socio assistenziale e sanitaria, insieme al volontariato, case di riposo, sindacato, terzo settore. La condivisione delle attività necessarie per la realizzazione delle azioni ha consentito l’instaurarsi di nuovi e significativi rapporti tra i partecipanti».
Numerosi gli elementi di qualità connessi all’esperienza programmatoria e alla realizzazione dei contenuti del Piano, all’approccio unitario e integrato tra Comuni, A.S.L.TO5, C.I.S.A.31 e gli altri soggetti, anche se ancora resta molto da fare. Sono state realizzate esperienze di fattiva collaborazione con le associazioni di volontariato la cooperazione sociale.

 

redazione

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