Crowfunding per riaprire la Chiesa di Sant’Agostino a Carmagnola

Riaprire al pubblico la Chiesa di Sant’Agostino a Carmagnola è il progetto dell’Amministrazione comunale, che ha lanciato il progetto di un civic crowfunding

chiesa_s_agostino_carmagnola_la_pancalera Foto di Claudio Massarente

Riaprire la Chiesa di Sant’Agostino. E’ questo l’obiettivo che si è posta l’Amministrazione comunale di Carmagnola, on l’avvio di una campagna di civic crowfunding. L’iniziativa sarà presentata in biblioteca, sala Solavagione (via Valobra 102) mercoledì 29 gennaio, ore 20.30.

La Chiesa di Sant’Agostino è luogo simbolo del patrimonio storico, artistico e culturale della città. Da tempo è inaccessibile per problemi di sicurezza.

Il civic crowfunding permetterà di raccogliere i fondi necessari per avviare i lavori di messa in sicurezza dell’edificio. La raccolta fondi avviene grazie ai contributi dei cittadini e di tutti coloro che intendono condividere i fini del progetto.

I lavori di messa in sicurezza prevedono il posizionamento di reti protettive poste al di sotto dei soffitti.

La storia della Chiesa di Sant’Agostino

La Chiesa di Sant’Agostino e il suo campanile sono stati dichiarati Monumento Nazionale con vincolo monumentale attribuito attraverso nota Ministeriale del 6 aprile 1910. Sono inaccessibili al pubblico dal 2014 per motivi di sicurezza.

Edificata tra il 1406 e il 1437 con abside, lato est e campanile di marcata connotazione gotica, l’interno presenta evidenti sovrapposizioni barocche. La facciata, già modificata nel XVI secolo, è attualmente quella ridisegnata dai restauri del 1835, con due trofei in muratura dedicati al santo titolare e a Francesco Bussone.

Di gran pregio sono il coro ligneo quattrocentesco, restaurato nel 1999, e l’altare maggiore. Realizzato nel 1612 in marmo scolpito con intarsi in marmi policromi e bronzo dorato, è sormontato da un baldacchino barocco. E circondato da una ricca balaustra di marmi.

Della costruzione originale si sono conservati l’abside pentagonale e il campanile a monofore. Quest’ultimo è alto 45 m, diviso in sei piani e concluso da una cuspide ottagonale alta 13 m, rivestita da mattoni a unghia di cavallo e ornata alla base da quattro pinnacoli.

L’interno è stato alterato dai rimaneggiamenti del XVII e XIX secolo. Fu aggiunta una quarta navata e allestite una serie di cappelle, nonostante sia ancora leggibile la struttura gotica a tre navate su colonne a fascio.

Sulle pareti si possono ammirare resti di affreschi quattro/cinquecenteschi, cui si sono sovrapposti gli altari barocchi. Risalgono al 1555 l’organo con registri a funzione timbrica (attualmente non funzionante) e la spaziosa cantoria in stile rinascimentale.

Il convento degli agostiniani

La chiesa si inserisce in un complesso, già convento degli Agostiniani, di cui un’ala fu abbattuta nel XIX secolo per ricavare l’attuale piazza Berti. La parte superstite dell’antico convento è ora sede del liceo Baldessano. L’edificio ottocentesco sorto a delimitare piazza Berti non è al momento utilizzato.

Lungo le pareti del corridoio che porta al Liceo si trovano un’elegante bifora a sesto acuto (murata), iscrizioni, stemmi nobiliari, una stele funeraria romana del I secolo d.C.

Si può ammirare anche una lastra tombale del tardo Quattrocento. Fu scolpita da Amedeo di Francesco da Settignano, detto anche Meo del Caprino, per Giacomo di Tornabula, condottiero scozzese morto a Carmagnola mentre rientrava dalla spedizione di Carlo VIII di Francia.

redazione

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